Si parla tanto di mercificazione. Del corpo della donna, sempre, come se quello dell’uomo non fosse poi mercificato uguale. Chi non ricorda ancora con gaudio il tizio muscoloso della CocaCola ogni volta che una lattina fa tschhhhhh alzi la mano. E poi la nasconda veloce perché tanto non ci crede nessuno. Si parla di mercificazione, e di come il corpo femminile venga usato per i più biechi scopi. Di mercificazione, e di come il corpo venga sfruttato per attirare l’attenzione del pubblico. Di mercificazione, e parte la crociata contro le Veline. Si inventa il corpo di donna pronto da vendere, stile polletto. E poi parole, parole, parole sul capitalismo e sulla mancanza di valori nella società moderna. Poi un giorno capiti su pagine di facebook a caso.

Tette e culi in foto profilo provocanti e aperti a tutti (ok, parlavo degli album), a metà tra Intimissimi e Tabù Sexy Shop. E io che pensavo che nel 2011 certe cose non si usassero più. Scopro che non solo si usano ancora, anzi sempre di più, per cui se non hai almeno un album di foto tue in mutande sdraiata negli angoli più impensabili della casa (c’è anche chi si struscia contro gli stipiti, è evocativo uguale) non sei nessuno. Le foto devono essere fatte con l’autoscatto, possibilmente, o al massimo da un amico disponibile a perdere interi pomeriggi a ritrarti nella speranza di farti sembrare bellissima. O particolare, almeno. E i patti sono chiari: cerca di non prendere la faccia. Punta lì, in mezzo alle tette. Per il resto, grandi frange che coprono il viso e prospettive che donerebbero a chiunque. C’è anche qualche speranzosa che si fa fotografare da professionisti, e i risultati sono identici, solo più ritoccati con photoshop. E’ un tripudio di culi presi dal basso, di tette prese dall’alto, di curve su letti e stiletti, di tanga insalsicciottanti e bustini comprimenti. Che se poi fai lo sforzo di andare a vedere gli altri album scopri nel migliore dei casi che la tizia ha una cellulite che fa paura, nel peggiore che è un cesso terrificante. E a quel punto rivaluti anche il lavoro del fotografo e le prospettive in genere. Ma la cosa più divertente, tralasciando per un attimo il grado di cultura delle interessate (“c’è lo”, “sembra che faccio paura”), sono i commenti. Commenti che, per quanto la fanciulla in questione possa fare ribrezzo, ci sono sempre,  immancabilmente, copiosi. E sono commenti affamati, commenti voraci. Spaziano dal più timido “mamma mia tanta roba te sei fantastica giuro :)” al propositivo e originale “fantastica…ti asciugo i piedini con la lingua? ;-)”, passando per lo sfiduciato e complimentoso “Il mio sogno sarebbe di vederti nuda,in tutta la tua bellezza…mi sembra difficile ma la speranza è l’ultima a morire 😉 Resti sempre e comunque la più bella,un bacio”. Per poi culminare col più attivo “TES SPERO CHE IL TUO LUI… SIA UN ANIMALE,…..DA ………SSSSSS” (finezza che comunque è in perfetto accordo con la tizia e le sue enormi tette rifatte) e il fintodisinteressatomoralista  “capisco ke sei molto carina,ma sempre questa mania di “mostrare” le tette,e sguardi ammiccanti”. Eh, dico anch’io.  Ci sono poi i “tutto al posto giusto che fi….”, che ti chiedi con COSA siano usciti fino a quel momento; i simpaticoni con i “beata Te, qui si congela !” di fronte alla bellezza di turno nuda su un letto, ovviamente in bianco e nero che è così artistico (ma lo sfondo è un termosifone); gli sgrammaticati “Cmq questo intimo blu te lo visto in altre foto, vedo che ti piace molto :)” e quelli che (forse sì, indotti dalla presenza ingombrante del termosifone) accennano con estrema delicatezza un consiglio  “la perfezione non esiste ma non avevo ancora visto qualcosa che ci assomigliasse tanto!!!!!!!!! bellissimo set di foto… ma manca ancora qualcosa… un fotografo!…”. Ci sono anche gli inguaribili romantici: “hai un culo che e’ un’opera d’arte, sembra fatto con martello e scalpello 😉 bellissima veramente ,-)”, e i comici nati, che davanti al primo piano del culo della bionda se ne escono con “il tuo punto di forza è il sorriso vero?ahahaha..scusami ma non riuscivo a resistere..:) take it easy!!!!!!”. C’è anche spazio per il verace “madó chi fimmina ♥” e il “Solo svegliandosi con una donna cosi’ un uomo puo’ sentirsi veramente appagato!!! Cosa darei……….”. C’è anche un  “very topa! :-)”  azzardato sotto la foto di una milf rifatta dalla testa ai piedi, la scelta lessicale stona un sacco con l’età della protagonista. Alla fine perfino un timido “ Mamma mia….quando ci sposiamo.. ahahahahh.. :-)”, dove sposiamo fa rima con un altro verbo che inizia per esse, ma il romanticismo è l’ultimo a morire.

Il premio Lapsus Freudiano, però, lo vince Andrea, che commentando la foto di Gaia si lascia scappare un “rido xk hai la faccia seria da dioo ihihihih però stai pene in sta foto ;)”.

“Il miglior condimento del cibo è la fame”, diceva Cicerone. Eccome, dico io.

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cosmopolitanPer fortuna che c’è Cosmo. Questo mese consiglia come resistere in vacanza. Tu e lui.

Problema 1: lui crolla appena mette piede nel letto, tu vuoi leggere un po’. Non ci crederete, ma invece di indagare sul perchè lui crolli appena vede il letto invece di saltarti addosso come un mandrillo (stanchezza cronica? pressione bassa? ormoni a terra?), consigliano di usare una lampadina da 45 watt, che non disturbi troppo la melatonina del bell’addormentato e permetta allo stesso tempo di non accecare te, lettrice accanita.
Problema 2: tu ti svegli al terzo caffè, lui si alza iperattivo. Cosmopolitan non consiglia di mandarlo a giocare sui binari del treno o nei tombini, ma di impegnarlo nel portarti il caffè a letto. Ci sta.
Problema 3: lui punta sempre la sveglia. E’ probabilmente ansioso, leggo qui, ha bisogno di ordine e controllo. Già. E cosa ne dite di un lui che invece di puntare la sveglia lascia il telefono acceso tutta la notte aspettando che sia il primo tritacazzi della giornata a fare da sveglia?? Io ne so qualcosa. E non c’è rimedio. Soprattutto perchè i tritacazzi sono infiniti, quelli che incuranti delle tue abitudini si svegliano alle 6 e aspettano ben due delle loro preziosissime ore a chiamarti, per farti un favore, anche se è una domenica di agosto.

Sfoglio annoiata il giornale, e non ci trovo un contenuto interessante uno. Parla del “fat day”, quei giorni in cui ti guardi allo specchio e ti senti la sorella grassa di Platinette, poi la pagina dopo spiega come gli uomini trovino attraenti le nostre rotondità ed imperfezioni. Sottolineando però che la linea è importante, che in spiaggia si nota ogni singolo dettaglio. Per condire il tutto, ci riempie le pagine di bikini disegnati su bambine del biafra e creme costosissime anticellulite, anticandida, anticervellobacato. Consigliano perfino un dentifricio al gusto mojito, come se appena sveglia avessi voglia di bere mojito.

La pagina che tengo per ultima è sempre quella del Lei/Lui confessa: ben due pagine di seghe mentali di (spero fittizi) personaggi più o meno sani di mente (ah tra l’altro c’è anche l’oroscopo dell’estate hooot, che mi consiglia di comprarmi un paio di orecchini a cerchio in oro ed indossarli il 3 agosto, arriverà una splendida sorpresa. Tipo la zingara che li rivuole indietro, o la lettera della mia banca che mi comunica di non avere più il becco di un quattrino).
C’è un lui con un nickname gayssimo, Andy, che ci racconta con minuzia di dettagli di aver avuto un durello nel camerino di un negozio, e averlo fatto notare con prepotenza alla commessa che “non s’è mica imbarazzata, mi ha dato una bella occhiata sorridendo maliziosa”.  Conclude minaccioso dicendo “credo tornerò in quel negozio, voglio proprio vedere se la faccenda si ripete”. Deve proprio essere stato un evento.
C’è Amedeo che pare sia geloso passivamente per il passato della sua donna, straordinaria a letto (ed è ovvio che non si nasce imparati, ma la perfezione è frutto di numerose prove tecniche). Si arrabbia con lei, ma non ha il coraggio di confessarle perchè, le cose si stanno rovinando. Sarà sempre peggio, ma lasciamogli credere che no.
Teo invece vorrebbe salterellare un po’ sulla nuova collega di lavoro, di origine afroamericana, che assomiglia alla Obama (…) solo un po’ “più giovane, alta, statuaria e con denti bianchissimi”. Non ha il coraggio di invitarla fuori, ma è geloso dei colleghi che potrebbero farlo, perchè interessati a lei. Lo faranno, Teo, accontentati di una coi denti meno bianchi e vedi che andrà benissimo.

Per fortuna la pagina del Lei confessa è molto meno adolescenziale e da sega mentale: c’è Simona che si scopicchia l’istruttore di windsurf che piace alla sua migliore amica, Joana che ha lasciato il fidanzato perchè non si era accorto di avere un’appendice in grado di procurare piacere, Deborah invidiosa di una collega apparentemente perfetta (e cosa sarà mai), Sonia che si è fatta due punturine di Botox e non lo ha confessato alle amiche, Diana che non trova un uomo in grado di tenerle testa. Rinunciaci, non esiste.

Bah, come sono felice di non essere una Cosmogirl.

Quand’ero alle medie leggevo Cioè. Era comodo, maneggevole, e faceva ridere un sacco. I problemi a quell’età erano seri: baciando rimango in cinta? (seh, seh, io lo so che si scrive attaccato, ma vallo a spiegare alle 13enni) se lui mi guarda devo guardarlo anch’io? (è tutta una questione di feeeeeeling) se si avvicina a me con fare minaccioso devo tirare fuori la lingua? (da adesso è legale lo spray al peperoncino, funziona meglio).

Sono passati decenni, secoli, da quando ero alle medie, e adesso leggo Cosmopolitan. Non è proprio una scelta, mi ci ha abbonato mia nonna che è iperavanti e ha un abbonamento a Donna Moderna. Che a 80 anni è già un bel fraintendimento. Mio fratello è cointestatario dell’abbonamento. Dopo essersi vergognato per un pò ha superato il trauma e adesso ci ride su, conscio del fatto che ormai la minaccia allo sviluppo della sua sessualità è del tutto passata.
Leggo Cosmopolitan, dicevo, e capisco che niente è cambiato. Leggo le lettere pubblicate, e sono quasi ancora le stesse. I problemi si sono evoluti in peggio, ma fondamentalmente sono rimasti gli stessi. Una domanda sorge spontanea: Sono normale io, o anormali loro?

Cito dal numero di febbraio.
Titolo rubrica: IO CONFESSO.

Se vai a sfogliarlo, ci trovi in primis Stefania. A lei non piace baciare, cosa che non sarebbe poi un gran dramma se non fosse che per lei baciare è “quegli avvolgimenti di lingue che durano per ore”. Ti viene da chiederti perchè per così tanto tempo abbia frequentato solo le serpi verdi che bazzicano tra i rami del sambuco. E cosa ne sia stato del Vaso d’Oro. Ma gioiamo per lei, perché “fortuna ha voluto…” che abbia incontrato uno “che la pensa come me: niente baci, solo sesso”. Io la chiamo prostituzione, lei felicità. De gustibus.
Poi c’è Titti, che stimiamo per la sincerità, sperando che il suo Roberto non legga Cosmopolitan. “Con lui non avrò mai problemi di soldi…”, dunque: “sposerò Roberto, non giudicatemi male”. E dopo l’Inno alla gioia, vi abbiamo presentato quello all’Amore.
Conclude Ely, che se ce l’avessi qui la pesterei fino a domattina con l’ausilio di tutte le armi a mia disposizione: pentole, teiera con le rose, tavolino Ikea, cinture, dispenser dell’acqua di Hello Kitty, gatti addormentati. Cito: “Non ho scrupoli e non me ne vergogno…. Pur di fare carriera sono disposta a tutto”. Come andare a letto col suo capo, cosa ormai abituale, che però è sposato e con figli ed è stata tanto dura farlo capitolare povera cicci. Poi la prima volta l’hanno fatto nel bagno dell’ufficio. Cosa buona e giusta sarebbe stata, dopo averla fatta a pezzi, infilarla nel WC e tirare l’acqua. In pasto ai coccodrilli delle fogne. Ecco dove l’avrei mandata, ‘sta zoccola.

Nella pagina accanto invece subentra tanta tenerezza.
La rubrica è LUI CONFESSA, e i toni cambiano. Sono i problemi dei maschietti, che quando erano giovani su Cioè non ci scrivevano e quindi i problemi sono rimasti gli stessi di quando di anni ne avevano tredici.
Ci trovi Silvio che non ama più la ragazza ma non ha il coraggio di lasciarla perché le è affezionato, Matteo che è “pazzo per la madre di un suo amico”(Stacy’s mom has got it going on), Stefano che si lamenta perché la ragazza ha iniziato ad usare “orrende mutandine di cotone” motivo per cui non gli si rizza più e sarà costretto a lasciarla (pensa a come si sentirà lei che oltre a soffrire per una fastidiosa probabilissima vaginite sarà abbandonata… Le auguriamo di trovare una pozzanghera poco più profonda in cui lasciarsi cadere), Carlo che è sconvolto perché suo padre tradisce sua madre con la sua ex. Sua di Carlo, quindi presumibilmente anni luce più giovane. Tzè, chiamalo scemo.

Ti viene da coccolarli, questi esserini. Loro non pensano a come rovinare famiglie, farsi scopare meglio o sposare il primo riccozzo che passi. Pensano che si affezionano troppo a noi donne come si fa coi cani, pensano che le mutande di cotone non siano sexy e quindi non si possa continuare una salda relazione con chi ne faccia uso ripetute volte, pensano che gli uomini in generale si facciano scrupoli sul corpo che gli farà da materasso nelle prossime notti.
Illusi, come fai a non volergli bene.

Hey, Honey!!

28/01/2009

Oggi non ho niente da fare e mi annoio.
Questo mi porta irrimediabilmente a pensare a quanto sia felice. Ho trovato un Lui quasi un annetto fa, e non riesco più a scollarmici.

Eggià.

Io e Lui siamo come l’Attack coi cocci. Come Cenerentola con la scopa. Come Qui e Quo con Qua. Come i professori con le minacce dei genitori. Come il Saugella con la patatina. Come i ladri con le serrande. Come la Sirenetta con il bipede biondo. Come i brufoli con il Topexan. Come l’inguine con i peli incarniti. Come i vecchi con l’arteriosclerosi.
Come le zoccole coi marciapiedi, come i politici con le mazzette. Siamo come mio fratello e la X Box, come i preti con i bambini. Come gli universitari con il cazzeggio, come i proctologi con i fondoschiena. Come Clark Kent con la sua Lois. Come i tarri con i led blu. Come le gambe coi peli.
Come i Cuki gelo col freezer, come la pizza col forno a legna. Come il phon con i capelli, come i preservativi con le uscite occasionali. Come la lavastoviglie con lo sporco, come i pipistrelli con il buio, come i calzini sporchi con la lavatrice.
Come l’apostrofo con il femminile, come un tedesco con le Kartoffeln, come lo stereo con i cd.

Insomma, non ne posso fare a meno.