Dio perdonaci, perchè L’abbiamo sfigurata. Bisognerebbe istituire un corso di laurea in “Restauro Della Bigioia: come farla diventare più bella”. Se non proprio un corso di laurea, almeno un master, o proprio alla peggio un corso della Regione. Di quelli che poi magari un lavoro non lo trovi, ma hai fatto qualcosa di utile per la tua formazione. Tipo imparare a rammendare i calzini di tuo marito, che non hai ancora ma che adesso, sicura dell’arte del rattoppo e pronta a servire per tutta la vita, troverai.
Ce l’hai data coi peli, e noi quei peli li abbiamo rinnegati. Non li vogliamo proprio. Non sono igienici, non sono estetici, non sono dello stesso colore dei capelli quando ce li tingiamo. Non sia mai. Per senso del pudore, ma soprattutto nel rispetto del canone del Bello, io la mia tendo a nasconderla. Lascio il triangolino che tanto mi pare naturale, e estirpando i peletti di troppo rispetto le proporzioni circonferenza interno coscia-patata. Perchè se hai cosce di cinquanta chili cadauna, che si congiungono in un punto non ben identificabile sotto cuscini cadenti di morbido grasso, dovresti evitare di mettere in risalto quel “non ben identificabile” rasandolo tutto, lasciando solo una sottilissima I. I come Inferno, I come Infermo, I come Ilgustodellorrido. Fa obiettivamente schifo. E anche quella tutta tutta rasata, se non sei proprio uno stuzzicadenti di donna, incute timore reverenziale. La guardi lì, lucida, grassa, autorevole, morbida, così… divisa, e pensi che non vorresti essere uomo. Infilarti lì in mezzo? Na, potresti non uscirne mai più, o perdere per sempre la tua preziosissima Arma. Se poi sfoggi una chioma biondo platino e lì sotto hai una foltissima peluria color ebano, c’è qualcosa che non funziona. Dev’essere una di quelle cose che manda in visibilio i maschietti. Poi c’è sempre la magrolina con la pipistrella coi boccoli. La guardi, e ti sembra che ti voglia fagocitare da un momento all’altro.  E’ enorme: stai lì, la guardi, e non capisci come una cosa tanto folta, vaporosa e boccolosa possa stare appiccicata a un donnino così esile. Pensi che Fffshtt. Anche questa dev’essere una cosa che fa impazzire gli uomini. Poi ci sono le creative: acconciate a S di Supergnocca, a stelline di Tifaròsentireincielo, a Fulmini di Cirimarraiseccoedovraitornare.
Dio ti perdono, perchè di peli dovevi darcene di più. Mi avrebbero permesso di farci un murales con scritto “Tu non puoi entrare”.  Adieu, ormoni cazzuti di tutto il mondo.

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Tabula rasa?

06/05/2009

fastidioBù. Mi sono svegliata di ottimo umore, poi è passato. Nel giro di un quarto d’ora. 
Ho pensato “pronta a ricominciare, a cambiare idee”. Poi no, pronta per niente. Vedo cose che non mi piacciono, che mi schifano addirittura, che mi danno fastidio. Voglia di interrompere tutto, di chiudere e cambiare libro, altro che girare pagina. Stufa. Ascolto Insieme a te non ci sto più.
Ieri intanto ho avuto l’ennesima conferma che non mi serve sbattermi più di tanto per avere ottimi risultati, e questa cosa mi ha fatto più che bene al mio ego. La frase è stata più o meno “Le do la lode. Per come ci ha letto questo libro, meglio dell’attrice che leggeva l’altra settimana allo spettacolo, e per come sa intrattenere una classe, ha trovato il suo mestiere”. Oh yes. Pensare che la relazione era stata preparata il giorno prima, e per l’esame vero e proprio ho studiato poche ore prima di presentarmi. Dopo colloquio lunghissimo con un ex disposto ad aiutarmi che si è sorbito tutti i punti importanti del mio esame. Gongolo ancora, e nessuno, neanche l’umore di oggi, mi toglierà il ghigno malefico che ho stampato sulla faccia da ieri.
Penso dovrei togliere msn, facebook, i blog. Non il mio, quelli di tutti gli altri. Tanto di cose interessanti non ce n’è mai. Il massimo che ci ricavo è un pò di schifo diffuso nelle ossa. Dovrei chiudermi nella mia vita vera, quella che non è davanti a un pc, e rifarmela a partire da zero.
Tabula rasa?

lamentele

Come avrete capito, domani ho avuto cose da fare (mica frivolezze neh, cose pertinenti il mio corso di studi come analizzare a fondo la sintassi di una nota lirica di Montale, per la gioia di grandi e piccini) ed è arrivato dopodomani. Ed eccoci qua.

 

Ero arrivata al punto 5, i brufoli credo. Ne ho almeno due per guancia, al momento, della tipologia arrivo-restounpò-poilascioilsegno. E il segno l’han lasciato eccome, è lì. Crosticine Spellatose ovunque.

Un’altra zona del corpo dove si concentrano Crosticine Spellatose sono i piedi (punto 6). Quando togli i calzini e il filo di scozia rimane lì, si tende si tende ma rimane attaccato, e tu ti chiedi come? Perché? Perché a me? e lui è sempre lì. Tac, si stacca, e fai caso al problema. Il filo di scozia è come il dolore, se non ci fosse lui non sapresti dell’esistenza dei problemi. Tipo: ho malissimo allo stomaco, vuol dire che nel mio stomaco c’è qualcosa che non va. Oppure ho mangiato kebab e merluzzo fritto a colazione. Tira il filo di scozia, vuol dire che ho dei piedi. Anche se per me non esistono, e non so nulla della loro salute. Ma quando tira il filo, proprio lì, realizzi che i tuoi piedi tanto bene non stanno. Hai i calli, baby, e si sfaldano tanto sono secchi. Alla sottoscritta questa terribile malattia colpisce tallone, il callo sotto i mignoli, il callo sotto il terzo dito, il callo sotto l’alluce. Per chi si sta chiedendo come faccia ad appoggiare tutto il peso in ben 3 punti… lasciamo perdere, altro giro, altra corsa. Prossimo post magari, in onore di tutti i feticisti.

Vorrei parlare adesso, come settimo lamento (e mi sembra d’obbligo arrivare a 10, come i comandamenti), dei peli incarniti. Voglio dire, siamo donne. Non è che possiamo passare la vita col rasoio gilette in mano, né tanto meno in compagnia di quella puzzolentissima cosa che chiamano crema depilatoria, e che – credetemi- non depila proprio niente. Sta lì, puzza, poi ci metti un quarto d’ora a togliertela di dosso. Una nottata invece per toglierti il suo odore di dosso. E i peli sono ancora tutti lì, che sorridono e fanno ciaociao con la manina. Allora rimangono due possibilità: o abbandonare la causa, arrendersi alla parentela con i gorilla e schifare il mondo, oppure la ceretta. E la ceretta sulle gambe è fighissima, dura un sacco e i peli ricrescono sempre più sottili e morbidelli, che neanche più il fidanzato si accorge della loro presenza (che poi diciamo la verità, l’animale fidanzato, quando si trova animale fidanzata nel letto tende a non schifarsi tantissimo per la presenza – per noi imbarazzantissima- di peluria diffusa).  Ma vogliamo parlare dell’INGUINE? Eh? Fatemela conoscere, quella che cerettandosi la patata almeno una volta in un mese poi non passa i restanti 30 giorni (29, se la fa a novembre, april, giugno e settembre; 27 se la fa a febbraio) ad osservare schifata e lottare contro quell’esercito di igloo di peli incarniti infiammati che rendono il nostro secondo (?) cervello simile a un campo minato. Dai amore, schiaccia qui.

 

Rimando i punti 8, 9 e 10 alla prossima. Potrebbe essere domani, dopodomani, o forse mai più. Quando finirò di togliere i calli.

Lamentele time.

11/03/2009

take a number

Ho delle lamentele da fare.

 

Prima di tutto per i lavori di gruppo, che non sono mai lavori di gruppo. Uno lavora, gli altri guardano. Se non sono io a lavorare, mi annoio. Se lavorano gli altri, ho sempre da ridire.

 

Secondo di tutto per il costo dei caffé al tavolino. Beati quelli che lo fanno pagare cifra tonda tipo un euro uno, maledetti quelli che oscillano tra i due e i quattro euro. Mafia. E non ti danno neanche il bicchierino di selz.

 

Terzo di tutto per le cartolerie. Falliscono perché gli ipermercati vendono tutto quello che puoi immaginare a meno (tranne la ceralacca, ho scoperto da poco. Ma non è una di quelle cose che usi al posto del sapone per lavarti la faccia, ne hai bisogno giusto a Natale). Però prova a trovarne una aperta dopo le 19 in punto, qui nel circondario, quando hai disperatamente bisogno di fermacampioni, quella cosa di cui – pensavi – non avresti mai avuto bisogno in vita tua.

 

Quarta cosa per il bollitore vecchio stile dell’Ikea. Ha quella sua superficie satinata che lo rende immancabile tra il pentolame di casa. Però prima di comprarlo non sai che quella sua superficie satin appiccica qualsiasi cosa passi nelle vicinanze: fiocchi di polvere, di mais, di fecola di patate, schizzi. Si illuridisce e diventa appiccicosa, e non te lo togli mai più, quello schifo.

 

Quinta cosa, per i brufoli che mi vengono sulle guance quando il mio stomaco duole e si rifiuta di collaborare col resto del corpo. Che poi non sono proprio brufoli, perché non hanno uno sviluppo da brufoli, che solitamente nascono, si sviluppano, ingialliscono e poi muoiono sullo specchio del bagno. Nascono e stanno lì, rossi, parcheggiati sulla tua faccia. Poi quando lo decidono si appiattiscono e per qualche giorno rimane ancora il tondino effetto hoappenaavutolavaricella-manonsonocontagiosa.

 

Rimando a domani, per mancanza di tempo, il seguito delle mie lamentele. Argomenti principali: pelle secca sul tallone e peli incarniti.

Ho la netta sensazione che la gente non capisca un cazzo. Anche io non capisco granchè, tanto per essere chiari e modesti, ma ahimè concedetemi il lusso della superiorità PERCEPITA, se non ancora confermata.

Ho iniziato a pensarlo guardando il TG poco fa. Guardando gli enne stupri di ragazze minorenni e non (che importa? è meno grave su una che i diciotto li ha già compiuti?) e le hostess licenziate per la presenza al GF e i ragazzini che a) si spatafasciano in macchina e muoiono b)si danno fuoco e finiscono gravissimi in ospedale per cosa? Per fare uno stracazzo di video da mettere su YouTube ed essere osannati da milioni di teste di minchia in tutto il mondo (eh sì, questa volta concedetemi qualche parolaccia, che altrimenti non saprei dare definizioni).
Poi sento dire che la censura su YouTube sarebbe gravissima perchè limiterebbe tutti quelli che lo usano in modo giusto (vedi monaci tibetani, aspiranti cantanti & co.). Ma cazzo, dico io, lo avete mai visto il cartello frutto della saggezza popolare che dice PER COLPA DI QUALCUNO NON SI FA CREDITO A NESSUNO?! No, a quanto pare no. E allora il lampo di genio di un altro egregio intervistato: dobbiamo educare i nostri ragazzi. Ma porca puttana, Esseri Immondi: avete lasciato che la tv con tutti i suoi eroi e le sue puttane (pardon, vallette) educasse i vostri bambini, il danno è fatto, cosa volete farci, adesso? Vogliamo insegnare quando ormai sono diventati vandali o completamente stupidi quali sono i valori? Eh no dolcezze, dovevate pensarci prima. Ho spento la tv prima di sentire ancora qualcuno dire che è COLPA DELLA SCUOLA. E incazzarmi ulteriormente perchè, udite udite… Non è la scuola a cui spetta educare tuo figlio, idiota. Sei tu che devi iniziare, poi la scuola completa. L’errore è tuo, socio, soltanto tuo.
Chiudetelo, YouTube. E come lui tutti gli altri siti in cui si possa esprimere la propria deficienza con manifestazioni più o meno degne. E’ una soluzione troppo radicale? A mali estremi, estremi rimedi. Ma queste perle perchè sono state così fottutamente dimenticate??? E’ che il male che ci affligge è lo stesso per tutti: i bimbi di oggi sono annoiati perchè i genitori non hanno mai avuto il coraggio di dire di NO. E non hanno mai avuto il coraggio di togliergli niente. La società fa lo stesso con loro. Non togliamogli l’espressività, Per Dio. Non togliamogli nulla allora, e aspettiamo che siano loro a fare tabula rasa. Datemi retta, non ci vorrà molto.

Delle hostess licenziate perchè hanno partecipato al GF non presentandosi al lavoro non ne voglio neanche parlare, direi che essere buttata fuori era il meno che ti potesse succedere, cretina. Magari con tutta questa pubblicità trovi qualcuno che ti finanzia un cervello nuovo, e vedrai che grande scoperta.

Passiamo agli stupri. Han detto che è colpa della tv, che generazioni e generazioni sono state abituate a vedere il corpo della donna come merce. Sta a vedere che adesso è colpa della donna. Colpa di Lei, che si è emancipata. Certo. Quando poi la smettiamo di dire stronzate…
Sentite qui: sono arrivata all’aeroporto di New York: sono stata fotografata e mi hanno preso le impronte di tutte e dieci le dita. E noi qui in Italia, qui che NON SIAMO RAZZISTI O PER CARITA’, qui non lo facciamo. Sarebbe un metodo barbaro. Non vogliamo prendere le impronte ai Signori che vengono a farci visita come ha fatto Pinocchio nel Paese dei Balocchi? E allora ce lo meritiamo, di farci ridere dietro perchè la nostra Giustizia non esiste. Ma cazzo, non se lo meritano le ragazze che ogni giorno vengono stuprate in ogni angolo buio di Italia. Non se lo meritava la ragazzina che festeggiava San Valentino col suo fidanzato, e alle sei del pomeriggio è stata violentata in un parco.
Sapete cosa vi dico? E’ tardi, per educare. Non serve una cultura, per correre ai ripari. Serve l’esempio. Se ti becco, o violentatore, i passaggi a cui sei sottoposto sono due: castrazione chimica, poi amputiamo una manina e un piedino. Per due motivi. La gente ti riconosce. E se si passa al linciaggio, beh, un pò te la sei cercata. E se sei straniero, dopo averti castrato e amputato arti a mio piacimento ti rispedisco dritto dritto al tuo Paese senza possibilità di ritorno. Libero di marcire lì. Sono sicura che questa pena farebbe almeno riflettere cinque minuti in più qualsiasi potenziale violentatore. Adesso basta, tolleranza zero. Datti una svegliata, Italia.

Comunque, dopo tutte queste riflessioni arrivo qui sul magico mondo di Internet e scopro che uno dei blog che seguo di più è stato “manomesso” (ovviamente col benestare dei possessori) e adesso, da blog cinico e cattivo è passato a valvola di sfogo per una 15enne in cerca di esperienze. Delusione profondissima, ed ecco che il blog è sparito dai miei Preferiti. Plof, caduto in basso.
Delusione e sofferenza.

Vedo gente davanti ad una platea.
Cinque minuti, e finisce.
Di sottofondo il circo, i fiori, gli anni 60.
Poi c’è il confronto tra i giudici, e addirittura un processo il sabato.

Questo è il mio lunedì sera, e vorrei essere andata a dormire quando me l’ero ripromessa mezz’ora fa. Mi sarei evitata questa ennnorme minchiata che sto guardando. Tutto un cicicì tra la Simona Ventura, Morgan, una non meglio identificata Mara, un gay perso e un fallito credo coreografo o simile. A condire il tutto, c’è il vecchio portainaltolamanosonoiltuocapitanoooo. Che non sa l’italiano e non si sa bene come sia finito a fare il presentatore. Ma è la Rai.

In questo momento una lagna notevole stonatissima imita una canzone recente. La tizia dev’essere troppo concentrata sull’inglese per pensare anche a tutto il resto. Mamma santa, fermatela.

Adesso vorrei avere Sclero per avere la scusa e andar fuori a fare due passi nel parco, che ad andarci da sola mi sento pirla. Sclero un pò ce l’ho addosso, un pò per questo fastidiosissimo mal di testa, un pò per questo fastidiosissimo blabla cantato di fondo. Troppo Sclero anche per premere il tastino rosso sul telecomando, lascio lì che mi fa compagnia. Amo circondarmi di motivi di Sclero.

Mi sento di comunicarvi che ho passato il momento premestruale e mi sento meglio.
La prossima settimana ho di nuovo l’esame di filologia germanica, che spero – alla terza chance generosamente concessami – di passare.
Ho un brufolo enorme sul petto, probabilmente dovuto (anche questo) a Sclero. Questo furetto mi sta dando un pò troppi problemi, lo darò in pasto al primo carnivoro che passa. Cinghiale o dinosauro che sia.
Ho sempre fame, tanto che mangerei qualsiasi cosa passi. Anche in questo caso, cinghiale o dinosauro che sia.Per ora ho rimediato bevendo un bicchiere di latte freddo zuccherato e dell’ananas fresco. Quando si incontreranno nello stomaco sarò libera di sboccare di santa ragione.
Ho stranamente voglia di fare vita sociale, a patto che succeda non più di una volta a settimana e con persone più o meno sopportabili.
Ho voglia di fare shopping, ma sto ingrassando (vedi 6 righe sopra) e sono senza soldi. Questo mi frena notevolmente.
Dovrei andare in piscina ma sono pigra e non ne ho voglia.
Dovrei fare una dieta ma sono scostante e non mi riuscirebbe.
Ci sono un sacco di cose che dovrei fare.
Oltre a quelle sopra citate devo aggiungere la voglia di avere una qualche ambizione – per adesso l’unica è arrivare al giorno successivo senza che siano crollati tutti i castelli di carte che mi ero costruita. Insomma, senza che nessuno mi abbia cancellato la “carriera” (e CHE carriera) universitaria, portato via il fidanzato, ucciso i gatti e i genitori. Non ho grandi pretese.
Oltre alla voglia di avere una qualche ambizione ho anche la voglia di diventare ipocrita senza risentirne con la comparsa di brufoli (vedi 19 righe sopra), mal di stomaco, febbre e malessere interiore molto pronunciato. Vorrei essere una cuffia da doccia e farmi scivolare tutto addosso. Colate di merda comprese.
Dovrei anche far analizzare al mio amico psicologo la mia scrittura. Di solito è alta, stretta e molto svolazzante. Ma ho notato che cambia autonomamente quando sono particolarmente instabile (vedi tante tante righe sopra, alla voce SINDROME PREMESTRUALE) e incerta. Diventa bassa, piccola e tonda. Tutto l’opposto, insomma. E non ci posso fare niente, non è gestibile. Lui saprebbe dedurne cose molto meglio di quanto io possa fare. E magari anche curarmi.

Vi annuncio che nel frattempo Matteo, Noemi Serena e i Farias hanno passato il turno. Gioite con me e Sclero. Viva la Rai!!!