…“Prometti di amarla e onorarla, nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, finché morte non vi separi?”

Sei a casa da due giorni con l’influenza, abbandonata a te stessa, uccisa lentamente dalla sinusite e scatarrante ad ogni boccata d’aria. Non ti lavi da un giorno, sei in pigiama dall’ultima volta che ti sei lavata e sul pigiama hai messo anche la vestaglia pelosa rosa evidenziatore, per non prendere freddo. Lui, preso da improvviso spirito umanitario, dimentico di tutti i pericoli di contagio, decide di venire a trovarti. “Hai bisogno di compagnia e coccole!”, ti dice al telefono,  facendoti presagire seratina sotto le coperte tra massaggini e strofinatine di naso (sì, come gli esquimesi. Se ti baciasse con la lingua rischieresti il soffocamento).

Arriva mentre tu sei lì attaccata al cordicino dell’aerosol, intenta a liberare almeno il primo tratto di cavità nasale per non dover comunicare a versi, cosa che ti renderebbe un po’ meno umana. Ancora. “Ciaaaao!”, gli dici, scodinzolante, felice di avere qualcuno intorno. “Ciao mur! Mamma, mur, che colorito. Sei grigia! E hai le occhiaie ancora più grigie!”. “Ma fottiti!”, pensi forse a voce alta. “Ma povero mur”. La serata, invece che sotto le coperte, prosegue davanti alla Corrida, vista per intero, la prima (ed ultima, malattia permettendo) della mia vita. E dopo la Corrida, una tazza di tè caldo e La donna bionica. Ma la cosa più riprovevole: tra una pubblicità e l’altra lui ti ha rifiutato. Ci hai provato, eh, ad allungare le zampe e strofinarti un po’, ffrrr-frr-frrrrr, presa da picco ormonale mai visto prima, ma ti ha rifiutato. “Mur ma sei malata! Prendi freddo!”.

Gli uomini! Finti. Falsi come Giuda. Non ti dicono “Mur mi ricordi tanto  un incrocio tra Yoda e Uan, sei eccitante come Tinky Winky”, ti dicono “Ma amore prendi freddo!”. Come sono altruisti. Che spirito. Tu incassi, tiri su di naso, e ti accoccoli sotto la sua ascella ammirando le tecniche di combattimento della donna bionica, una stangona bruna supersexy, aspettando tempi migliori. Chissà se si immaginasse di poter arrivare a tanto, quando ti ha chiesto di sposarlo.  Che lo ha fatto il primo d’aprile, eh, per poi essere libero di dire “scherzoneeee!” alla prima malattia. O forse ci ha creduto davvero, di volerti tenere per sempre, in salute e malattia, truccata o struccata, in pigiama o autoreggente, e forse solo quando, a distanza di quasi un anno, hai dovuto riportare l’anello al negozio per farlo allargare di tre misure, tre, forse ha iniziato a ripensarci. Ma a quel punto hai dato un’occhiata rassicurante al suo manigliozzo dell’amore e hai pensato “Questo sì che è crescere insieme”. Ah, l’amore.

Dio perdonaci, perchè L’abbiamo sfigurata. Bisognerebbe istituire un corso di laurea in “Restauro Della Bigioia: come farla diventare più bella”. Se non proprio un corso di laurea, almeno un master, o proprio alla peggio un corso della Regione. Di quelli che poi magari un lavoro non lo trovi, ma hai fatto qualcosa di utile per la tua formazione. Tipo imparare a rammendare i calzini di tuo marito, che non hai ancora ma che adesso, sicura dell’arte del rattoppo e pronta a servire per tutta la vita, troverai.
Ce l’hai data coi peli, e noi quei peli li abbiamo rinnegati. Non li vogliamo proprio. Non sono igienici, non sono estetici, non sono dello stesso colore dei capelli quando ce li tingiamo. Non sia mai. Per senso del pudore, ma soprattutto nel rispetto del canone del Bello, io la mia tendo a nasconderla. Lascio il triangolino che tanto mi pare naturale, e estirpando i peletti di troppo rispetto le proporzioni circonferenza interno coscia-patata. Perchè se hai cosce di cinquanta chili cadauna, che si congiungono in un punto non ben identificabile sotto cuscini cadenti di morbido grasso, dovresti evitare di mettere in risalto quel “non ben identificabile” rasandolo tutto, lasciando solo una sottilissima I. I come Inferno, I come Infermo, I come Ilgustodellorrido. Fa obiettivamente schifo. E anche quella tutta tutta rasata, se non sei proprio uno stuzzicadenti di donna, incute timore reverenziale. La guardi lì, lucida, grassa, autorevole, morbida, così… divisa, e pensi che non vorresti essere uomo. Infilarti lì in mezzo? Na, potresti non uscirne mai più, o perdere per sempre la tua preziosissima Arma. Se poi sfoggi una chioma biondo platino e lì sotto hai una foltissima peluria color ebano, c’è qualcosa che non funziona. Dev’essere una di quelle cose che manda in visibilio i maschietti. Poi c’è sempre la magrolina con la pipistrella coi boccoli. La guardi, e ti sembra che ti voglia fagocitare da un momento all’altro.  E’ enorme: stai lì, la guardi, e non capisci come una cosa tanto folta, vaporosa e boccolosa possa stare appiccicata a un donnino così esile. Pensi che Fffshtt. Anche questa dev’essere una cosa che fa impazzire gli uomini. Poi ci sono le creative: acconciate a S di Supergnocca, a stelline di Tifaròsentireincielo, a Fulmini di Cirimarraiseccoedovraitornare.
Dio ti perdono, perchè di peli dovevi darcene di più. Mi avrebbero permesso di farci un murales con scritto “Tu non puoi entrare”.  Adieu, ormoni cazzuti di tutto il mondo.

adolescentiFacevo un giro sulla mia bacheca personale WordPress, e caso ha voluto che mi cadesse l’occhio su “più ricercati”. Mi sono resa conto che no, non siete normali.
C’è chi ha chiesto all’oracolo Google  se “per i brufoli va bene la pipì?”. Cosa vorresti farne, usarla come acido per fare bruciare i brufoletti? Sai che hanno inventato il Topexan? E soprattutto, io non la userei in tutti i casi al posto del sapone. Quello di marsiglia, neutro, per i brufoli va benissimo. Il profumo è più gradevole, e la consistenza più schiumosa. Se invece la tua, di pipì, è schiumosa e sa di marsiglia, è probabile che i brufoli siano causati da qualche disfunzione interna, fai un saltino dal gastroenterologo.
Arriva poi una lei, credo, a giudicare dalla domanda più fine: “i dolori allo stomaco sono causa di brufoli?”. Può darsi. Non tanto il dolore, quanto quello che lo causa. Quello che mangi, quello che bevi. Gli ormoni. Uh, le cause dei brufoli sono infinite. Ma se di brufoli sei completamente ricoperto/a si chiama acne, e passa dopo i 17/18 anni. Il tempo risolve tutti i problemi, si sa.
Risolta la questione brufoli si passa a quella, a quanto pare più impellente, dei peli incarniti, aggettivo che preferisco rispetto a incarnato perchè mi ricorda meno l’attributo di Cristo. Che perdonatemi, ma non è paragonabile all’attributo di un pelo. Il pelo è incarnito? Beh, hai due possibilità: o lo ignori, e aspetti che si sistemi trovando un suo naturale equilibrio e una ragione di vita, o lo schiacci. Se lo schiacci preparati a farti del male fisico. La possibilità di riuscita è del 50%, solo raramente succede che il peletto fastidioso si arrenda al primo o secondo tentativo. Quando va bene esce dalla pelle, lo acchiappi con le pinzette e statraaac, meno uno. Quando non va bene finisce per fare infezione, la pelle si squarcia ma il peletto rimane nascosto, e tu sei destinata a convivere con una palla di pelle di pollo fin quando non si sgonfia. Schifo del fidanzato, orrore tuo personale. Soprattutto perchè di solito il pelo timido è lì dove avresti potuto farti un tatuaggino (una farfalla di solito. Dev’essere l’influenza nefasta delle mamme che ce l’hanno sempre fatta chiamare “farfallina”, poi sentiamo l’esigenza di etichettarla con un bel tattoo), e invece ci trovi una palla infiammata. Puah. La soluzione? Non esiste, ve l’ho già detto. Fin quando porterete le mutande, che sfregano proprio lì, non ci sarà rimedio. Per i rimedi immediati, la mia estetista consiglia di detergere ogni tanto con del disinfettante leggero, che male non fa. Bene, che io sappia, neanche.
Poi arrivano le più richieste, loro, sì, le mestruazioni. C’è chi vuole “video-mestruo”. Massì. Riuscissi ad inglobare la webcam, te lo farei io, perchè mi fai tenerezza. Non credo che esista, un video… O meglio, spero che non esista. Non so perchè, non ho intenzione di informarmi per te. Succede come ho spiegato nel primo appuntamento con la Posta del cuore di zia Ilallà: non si fabbrica un bambino, e gli ingredienti colano giù. Niente di esaltante, tutto quello che ne rimane è un pò di schifo su un assorbente. Una volta al mese, per tutti i mesi della nostra vitaccia fino ai 50 anni circa. Parlo di noi femmine eh, che sia chiaro, non si sa mai. Poi a 50 anni troveremo la pace e potremo non programmarci più le vacanze in funzione delle mestruazioni, una bella conquista. Tutto questo mentre voi uomini, ignari di tutto (perchè passato un primo momento di curiosità, non volete sapere), vi godete ogni singolo momentaccio della vostra vita, senza sindromi premestruali, perdite, scazzi. Bella vita, la vostra.