Con occhio disinteressato passi in rassegna cerotti medicati, creme congela-verruche, scovolini da denti, pietre pomice per calli incalliti, separatori per dita. Durex Jeans, Durex Contatto Ultra, Durex Contatto, Primex Endurance Ritardante, Primex Pianificazione Familiare, Primex Extra Stimolante… Pietre pomice. Piani… che?!

Egregio Dott. Primex, ma come Le è saltato in mente? E soprattutto, perché? Partiamo dal presupposto che già il profilattico ha una brutta fama – puzza di guanto di chirurgo, non ha una coscienza e quindi non si scarta autonomamente per poi saltellare al suo posto quando serve, creando fastidiosissime interruzioni dell’Atto. Per non parlare di quando non si srotola, e per capire da che lato prenderlo è necessaria attenta analisi sotto la lampada del comodino , cui segue dissertazione su “punta in su”-“punta in giù”, accompagnato poi  inevitabilmente da moria diffusa e bacio della buonanotte sulla fronte della fidanzata. Dargli anche un nome come Pianificazione Familiare… beh, mi sembra un tantino controproducente. A quel punto era meglio dargli il nome di un Sette Nano, avrebbe ucciso meno quel residuo di libido che giace più o meno a metà di ognuno di noi. Eolo. Aveva un naso enorme, è evocativo e promette bene. Cucciolo, fa tenerezza, e a noi donne la tenerezza piace. E’ con tenerezza, in fondo, che guardiamo il vermicello molle che vi pende tra le gambe (solo nei casi più fortunati) dopo aver smesso le vesti della temibile Bestia Venosa e Pulsante assetata di sesso. Qualsiasi cosa sarebbe stata meglio di Pianificazione Familiare, Dottor Primex. Fa evaporare qualsiasi pozzangherina di ormoni rimasta. Puff. E’ l’unico espositore del supermercato rimasto pieno, non ne manca nemmeno una confezione, e credo di sapere il perchè. Troneggia nella sua confezione azzurro-bebè, inviolato e minaccioso. Pensare che ce ne sono dentro 24, e costano pochissimo.

Questo è progresso. Ai miei tempi, per fare pianificazione familiare ci volevano un sacco di sforzi. Dovevi essere svelta nel bucare il preservativo senza che lui se ne accorgesse, avvalendoti dell’aiuto degli orpelli più improbabili, borchie, spilli, anelli puntuti, denti affilati, pane amore e fantasia.

Ma Pianificazione Familiare è un profilattico pensato dalle donne per le donne, un po’ come Lines E’. Me le vedo, tutte quelle strafighe di bianco vestite, sotto luci e tra pareti bianchissime, a studiare il preservativo bucato più discreto che c’è. Se non lo provi, non ci credi! Per una pianificazione familiare sicura, che non si vede e non si sente. Ma c’è. E nove mesi dopo lo scopri anche tu, piccolo ignaro fecondatore.

ilallà

Mio padre non è mai stato un tipo di troppe parole. E’ che è tendenzialmente un risparmiatore, e forse nel suo intimo è ancora convinto che le parole costino. Congiunzioni, pause e interiezioni sono offerte dal gestore.

 

Questa sera ero parcheggiata sul divano, con la tv accesa, il pc su una gamba, il piatto con la cena sull’altra, Francesca su Msn intenta a spiegarmi che AVEVO RAGIONE, stavo mandando una mail. Mi si avvicina Lui, il Genitore, con fare affabile e delicato. Si siede. Ha in mano un foglio, l’occhiata che ci getto senza farmi notare mi fa capire che è una planimetria. Ho un’illuminazione, ma faccio finta di niente e continuo col ti tic sui tasti.

“Ehm… Ila… Guarda qui. Siamo andati… a vedere questo alloggio…”. Siamo. Siamo chi? Intuisco che stia parlando di se stesso e della sua nuova fidanzata desiderosa di prole. Sono andati a vedere un appartamento, ok, il piano della situazione ce l’ho.

“Al primo piano c’è una sala, una cucina grande, un bagno… un balcone grande su tutto un lato. Poi la scala”. Non capisco, continuo a parlare con Francesca, ma lui va avanti imperterrito. Carpe diem, dicevano. “Al secondo piano…”

Getto un’occhio anche sul secondo foglio. Tre grandi quadrati sono le camere, c’è un terrazzino e un bagno. Capisco dove vuole arrivare, ma continuo a far finta di niente. “Ecco, qui ci staremmo tutti e quattro”. Conto veloce sulle dita. Memedesima, Fratello, Padre. Avanza uno, eccolo subito assegnato. Fidanzata del Padre.

 

Tolgo un attimo lo sguardo dallo schermo. Lo guardo, lui sta lì zitto. Continuo a guardarlo con insistenza. Spero sempre che tiri fuori lui le parole senza dovergliele estorcere, ma ormai dovrei sapere che manco col bisturi ci si riesce.

Arriva la mia domanda quasi retorica. Anzi, non quasi. Era retorica.

Vocina fintamente interessata: “Per farci cosa?”. La risposta è ovvia, ma ho la cattiva abitudine di voler SENTIRE spiegazioni, piuttosto che INTUIRLE.

 

Poi mi parla della seconda ipotesi, una villetta a schiera un po’ più cara pizzicata tra la villetta a schiera dei genitori del Genitore e i genitori della Fidanzata. Per loro, entrambi mammoni, un sogno che si realizza. Per me, nipote che odia essere controllata, l’inizio di un incubo. Caldeggio comunque per la seconda ipotesi, almeno c’è un giardino, un garage doppio, una mansarda dove io e mio fratello ci potremmo rintanare in attesa di tempi migliori. E quando inizierà la demenza senile dei nonni, l’assistenza sarà garantita.

 

Lo liquido dicendo “Per me va bene, vedete un pò voi se siete convinti”.

Sono pronta a sentirmi profuga per la quarta volta (in un quarto di secolo di vita è già una bella cifra), fare pacchi e pacchettini e trasferirmi in quella bella zona residenziale.

Che emozione, non mi trattengo. Dalle risate. Mi lascerò trascinare ovunque a patto che continuino a mantenermi.

 

Sono diventata una vecchia zitella.