Ad ogni donna la sua patata: breve dissertazione.

28/01/2010

Dio perdonaci, perchè L’abbiamo sfigurata. Bisognerebbe istituire un corso di laurea in “Restauro Della Bigioia: come farla diventare più bella”. Se non proprio un corso di laurea, almeno un master, o proprio alla peggio un corso della Regione. Di quelli che poi magari un lavoro non lo trovi, ma hai fatto qualcosa di utile per la tua formazione. Tipo imparare a rammendare i calzini di tuo marito, che non hai ancora ma che adesso, sicura dell’arte del rattoppo e pronta a servire per tutta la vita, troverai.
Ce l’hai data coi peli, e noi quei peli li abbiamo rinnegati. Non li vogliamo proprio. Non sono igienici, non sono estetici, non sono dello stesso colore dei capelli quando ce li tingiamo. Non sia mai. Per senso del pudore, ma soprattutto nel rispetto del canone del Bello, io la mia tendo a nasconderla. Lascio il triangolino che tanto mi pare naturale, e estirpando i peletti di troppo rispetto le proporzioni circonferenza interno coscia-patata. Perchè se hai cosce di cinquanta chili cadauna, che si congiungono in un punto non ben identificabile sotto cuscini cadenti di morbido grasso, dovresti evitare di mettere in risalto quel “non ben identificabile” rasandolo tutto, lasciando solo una sottilissima I. I come Inferno, I come Infermo, I come Ilgustodellorrido. Fa obiettivamente schifo. E anche quella tutta tutta rasata, se non sei proprio uno stuzzicadenti di donna, incute timore reverenziale. La guardi lì, lucida, grassa, autorevole, morbida, così… divisa, e pensi che non vorresti essere uomo. Infilarti lì in mezzo? Na, potresti non uscirne mai più, o perdere per sempre la tua preziosissima Arma. Se poi sfoggi una chioma biondo platino e lì sotto hai una foltissima peluria color ebano, c’è qualcosa che non funziona. Dev’essere una di quelle cose che manda in visibilio i maschietti. Poi c’è sempre la magrolina con la pipistrella coi boccoli. La guardi, e ti sembra che ti voglia fagocitare da un momento all’altro.  E’ enorme: stai lì, la guardi, e non capisci come una cosa tanto folta, vaporosa e boccolosa possa stare appiccicata a un donnino così esile. Pensi che Fffshtt. Anche questa dev’essere una cosa che fa impazzire gli uomini. Poi ci sono le creative: acconciate a S di Supergnocca, a stelline di Tifaròsentireincielo, a Fulmini di Cirimarraiseccoedovraitornare.
Dio ti perdono, perchè di peli dovevi darcene di più. Mi avrebbero permesso di farci un murales con scritto “Tu non puoi entrare”.  Adieu, ormoni cazzuti di tutto il mondo.

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2 Risposte to “Ad ogni donna la sua patata: breve dissertazione.”

  1. doctorgabutz said

    La patata “nature” ha sempre il suo fascino. Io preferisco una via di mezzo tra le varie tipologie che hai descritto. La donna dev’essere magrolina, la patata boccolosa, però, con moderazione: solo un triangolino che tanto pare naturale. 😀

  2. ilGaz said

    Bellissima!!!! W il pelo!!! :o))))

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