Classico post da massimo 3 visitatori (direbbe Johnnyhead).

04/06/2009

scazzoC’è qualcuno che non riesce a togliercisi, dallo Scazzo. Non credo si tratti banalmente di colloquiare con se stessi e stabilire che non ce n’è, non sapendo dove si vuole arrivare è inutile mettersi in strada. Tutte balle, consolazioni misere per chi è troppo pigro, e spesso ammette tra i suoi difetti proprio la pigrizia (mettendosi in balia degli eventi, non si ha colpa). Io non so dove andare, non so dove arriverò e non so se arriverò mai a qualcosa. Ma mi piace fare strada, anche solo girando in tondo. Mi piace pensare che dovunque arriverò, mi sarò divertita. Che avrò fatto il massimo per realizzare qualcosa di me, che non so se sarà la parte giusta che dovevo realizzare, ma in tutti i casi avrò fatto qualcosa, e da quel qualcosa ne avrò tratto giovamento.
C’è chi vive per viaggiare, chi per scrivere poesie, c’è chi vive per il giornalismo e chi per la palestra. C’è chi come me non ha ancora trovato, nonostante un quarto di secolo, la propria strada e aspetta solo che… se Maometto non va alla montagna, la montagna finirà per andare da Maometto. Mi aspetto di trovarmela davanti strada facendo, la mia via, un bivio o qualcosa del genere, anche solo un sentierino, mi accontento. Ma se sto in casa a piangere su me stessa e sugli anni persi di sicuro non raggiungerò niente.
E’ una triste vita, quella di chi piange su se stesso, sul latte versato, sul latte ancora da aprire e lacrime di coccodrillo. Si piange troppo spesso, è una cattiva abitudine. E non è vero che fa bene agli occhi, il collirio fa meglio. Se piangessimo meno forse ci rimarrebbe il tempo per noi.
Siamo vittime, ci comportiamo da vittime. Vittime della pigrizia, del caldo, del destino, del cibo, dell’alcol, della droga, dei dolci, della noia. Io non ho mai visto una bottiglia venirmi a bussare la porta. Tutte queste cose ce le andiamo a cercare, ce le godiamo, e poi passiamo il resto del tempo a lamentarcene. Il fatto è semplice: a noi esseri umani piace essere compatiti. Ci piace farci del male per poi essere fintamente compresi dal primo amico o passante. Che ci dirà che sì, è comprensibile, con tutto quello che abbiamo passato. Eh, era un momentaccio. Eh, non ci sono più le mezze stagioni. Balle. La realtà è che sono tutte balle. La volontà ci è stata data, ma usarla è rischioso. E’ più comodo farsi trascinare piuttosto che camminare con le proprie gambette grasse. Ma la fatica paga, la noia uccide.

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5 Risposte to “Classico post da massimo 3 visitatori (direbbe Johnnyhead).”

  1. Mr.Loto said

    Buona analisi della situazione media umana.:-)

  2. Pautasio said

    io vivo innanzitutto non per ma grazie al tuo blog, a quello della tua grassa metà, ai rispettivi autori e per la birra weiss. Il resto, come diceva Carletto, è sovrastruttura

    • ilalla said

      Ahaha, lo dico sempre io che sei l’adulatore meno credibile ma più puffoso e teneroso del mondo!! E a proposito di birra… E’ giunto il momento di confessartelo. Sul test “Quanto bene sapete tuoi amici” ho sbagliato la domanda di cosa tieni nel frigo perchè non ho letto Peroni, ma Peperoni. Per fortuna esistono le grasse metà, e mi ha spiegato l’arcano. Ma era troppo tardi, avevo già “sottomesso” con la risposta sulla donna a pezzi in sacchetti.

  3. Pautasio said

    Trascorro la mia esistenza tra il piangermi addosso e il sentirmi il re del mondo. Ora giù, ora su. Ora su, ora giù. Montagne russe in cerca di un codino da acchiappare che non arriva mai. Ora ho capito che non è stato d’animo lunatico, ma lifestyle. Ho capito che mi piace così, checché il mio lato razionale ne possa dire, altrimenti me ne sarei chiamato fuori da tempo, scegliendo di stare sempre su o sempre giù.
    Invece è bello beccheggiare tra alti e bassi, così hai sempre gente intorno che ti loda o ti consola.
    Si chiama prostituzione emozionale. Accertati almeno di aver scelto un viale frequentato sul quale esercitare, bimba…

    • ilalla said

      Zitto tu, che sei quello che vive per il giornalismo. L’unico già per strada, e non a fare la battona. Quello della passaggiatrice è un buon lavoro, forse merita di essere preso in considerazione!
      Pensavo però a passeggiate più metaforiche, e lo sottolineo per prevenire l’indignazione generale tra i miei quattro lettori!

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