aborto di me.

14/04/2009

aborto di me

Sono uno schifo. Mi sento uno schifo. Sto che è uno schifo. A parte fisicamente, con la faccia deturpata dall’antibiotico, il rene destro a puttane, sabbia al posto della pipì, la cervicale tornata alla ribalta dopo nuoto questa sera, le ovaie che iniziano il meticoloso lavorio di ogni sacrosanto mese. Ma poi c’è il mentalmente, da trattare. Vuota. Senza voglia di fare niente, di pensare niente, di risolvere niente. Vorrei riavvolgere il nastro ma non trovo la cassetta e non ho la forza per cercarla. Ho messo in ordine cd e documenti tutto il giorno, mi sono perfino infilata in cantina, credo di essere stata la prima a farlo in questa famiglia, pensare che siamo qui dal ’96. E mi è preso il raptus: io quel posto lo devo riordinare. Voglio analizzare, spulciare tutto quello che c’è dentro. Ovviamente la notizia è stata più che bene accolta dal genitore, che però non si è offerto in aiuto.  Ci penserò, da domani. Ho  comunque trovato nel loculetto prossimo all’implosione i libri che cercavo, letteratura latina e Pirandello, non mi sembra vero. Ho trovato non so come la forza di smettere di cucinare per andare in piscina, sono tornata, mi sono rimessa a cucinare e dopo aver cenato mi sono buttata come un cuscino di piombo sul divano. Xfactor, la semifinale, tanto per sentire della musica che non sia l’album di Amy Macdonald, che mò anche basta, lo so a memoria e l’ho scaricato solo da una settimana. Bello eh, molto molto bello. Speravo in una giornata di pace assoluta nella mia tana, domani, e invece ho scoperto che sarò in compagnia di mio fratello e quindi dovrò condividere spazi e aria. Uff. Poi mi tocca andare coi pensionati a fare code per a) ritirare gli esami del sangue, ossì, quelli da centotrentunovirgolaventi euro e b) andare dal medico a fare un’impegnativa. E invece vorrei starmene a letto tutto il giorno. Tutto. Nel frattempo continuerò a sentirmi uno schifo, e a sentirmi gelosa, e stupida, e pignola, e ipercritica, e sola, e triste, e di troppe pretese. Poi forse alzerò le spalle.

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11 Risposte to “aborto di me.”

  1. Diemme said

    “Ho intorno solo persone che nel tentativo di salvare cose hanno chiuso gli occhi e così facendo le hanno poi distrutte peggio… “: ah, quanto mi ricordo quella madre del post che tu stessa sei venuta a commentare nel mio blog”! Chiudere gli occhi è stata la sua strategia di vita, la sua difesa dal mondo e il suo rifiuto di ogni addebito di responsabilità.

    Per quanto riguarda le fucilazioni… beh, ovviamente continuo a non sapere le vostre cose, però non mi trovano d’accordo, non credo che esistano fucilazioni a fin di bene. Magari esiste il bombardamento delle cellule tumorali, ma quello viene fatto per eliminarle, non per evidenziarle!

    Qui mi hai ricordato ancora mia madre (eh, sì, è un incubo!) che, secondo il suo concetto di tatto e diplomazia, quando le cose andavano bene ne approfittava per “riprendere il discorso”, rovinandomi ogni momento dell’esistenza.

    Voglio dire, ognuno ha i suoi difetti e il suo fardello di vita, individuare gli errori per non commetterli più è un conto, fucilare è un altro.

    “Ti sei sempre fidato degli altri, dovresti iniziare a fidarti di meno” può essere un consiglio, “sei un fallito” è una fucilazione gratuita. Cosa impara uno da un insulto?

    • McWagon said

      Errata corrige: colpa mia. Ho espresso con parole troppo limitate concetti più estesi. Il “fallito e perdente” della fucilazione descrivono il mio stato d’animo nel ricevere critiche più costruttive. Solo che puntare un faro sui blocchi storici della propria psiche, di cui si è consapevoli, fa sentire impotenti perchè non si sa bene come risolverli ed affrontarli. Ma sono oggettivamente risolvibili.
      Anche da un insulto, se corrisponde a realtà, si può imparare. E per reagire uscendo dall’inerzia, le terapie d’urto sono le migliori.

  2. Diemme said

    Ahi ahi, si dice “tra moglie e marito non mettere il dito”, e infatti non lo metterò, anche perché non vi conosco e quindi non potrei però… siccome sono donna, e di donne che ritirano fuori vecchie cose (secondo me a ragione, ma sono di parte) e di uomini che non capiscono questo rivangare ne so qualcosa, mi sento di sottolineare alcuni episodi che mi hanno raccontato, pressoché identici.

    Lui tradisce, lei in qualche modo lo viene a sapere. Che deve fare? E’ messa davanti a fatto compiuto, essere cornuta o perderlo. Non ce la fa a sfasciare la famiglia, sia perché è famiglia, sia perché a lui vuole bene, ma la cosa non le va giù. Passa il tempo e non le va giù, passa ancora il tempo e continua a non andarle giù. Alla fine la bomba scoppia, dopo anni, e lui è questo che non capisce; li sento dire “l’avrei capita se mi avesse lasciato subito: ma dopo quattro anni (o tre, o cinque, non è questo il punto), non ha senso”.

    Io invece la “lei”in questione la riesco a capire. Siamo ruminanti? Forse. Ma credete che sia uno scherzo essere messi davanti al fatto compiuto di poter semplicemente o subire o sfasciare? Credete che sia facile quando il cuore dice una cosa, la testa un’altra, il corpo un’altra ancora, e tutta questa lacerazione non dipende assolutamente da noi, ma da qualcosa che ci è stato imposto?

    Spero con tutto il cuore che questo mio intervento non abbia nulla a che vedere con la vostra storia.

    • ilalla said

      E’ bello trovare tanta partecipazione su un blog ultimamente quasi morto… grazie!!

      Per fortuna no, la nostra storia e il nostro litigio non hanno niente a che vedere con tutto questo… Sono figlia disillusa di divorziati da una vita, ho intorno solo persone che nel tentativo di salvare cose hanno chiuso gli occhi e così facendo le hanno poi distrutte peggio di quanto non potesse fare il tempo. E, cosa più importante, non sono per il compromesso. Se c’è tradimento, non c’era amore. Non tollero le “debolezze” sfogate nel sesso con altri/e, per me sarebbe storia chiusa all’istante senza possibilità di replica.
      Qui per fortuna nessun tradimento, niente di “lasciato passare”. Solo tanta, fin troppa sincerità (che si sa, a volte fa male) per risolvere un problema “individuale” che si rifletteva anche su quello di coppia… Si passa insieme tanto tempo, e si finisce per dare l’attenzione verso l’altro per scontata.

      Buona giornata!!

    • McWagon said

      Tra l’altro anch’io sono donna. In fondo in fondo. Per l’aspetto barbuto poco, ma perchè non tutti gli uomini sono solo degli esseri telepilotati dal tastino che hanno laggiù. Anche perchè altri non hanno un tastino, ma un tastone.

      Comunque il discorso del tengo a bollire in pentola a pressione, e dopo secoli non basta più fischiare ma capita il patatrac, e gli altri non capiscono è (s)fortunatamente pane quotidiano.

      Qui la cosa era più: ciao amore, ci siamo divertiti un sacco ieri sera! – Eh sì, bello come sempre! – Ah, tra l’altro, sei un perdente fallito e non so se possiamo continuare a stare insieme considerando quanto sei un perdente e un fallito perchè… (segue elencazione sistematica di fattori psicologici e filosofici vari).

      Infatti più che una discussione è stata una fucilazione.

  3. McWagon said

    ahah fai furore a lamentarti, l’ho sempre detto. Ma le fidanzate sono come i soldati: bisogna preoccuparsene solo quando smettono di lagnarsi. Su su, marciare! E non dare ascolto a chi ti dice di tirarti righe di cocaina o di andare in botta mistica. Vedrai che il senso pratico che mi contraddistingue ti farà rimuovere tutto il disprezzo che nutri nei miei confronti.

    PS: quanto era pesante la cena ieri sera? Penso di essere più o meno alla digestione del quarto antipasto. Please wait…….

    • ilalla said

      Io avevo smesso di lagnarmi. E’ quando le donne resuscitano, il problema, che poi ti sbattono in faccia tutti gli orrori della guerra, tutti insieme. Ed è rivolta.
      Rimango in attesa di verificare tutto il senso pratico di cui ti vanti… 😉
      Per la cena, invece, secondo me sei rimasto debilitato da tutta questa cosa, perchè io ho digerito benissimo. E ho anche fatto il bis di asparagi…

  4. Ho letto questo pezzo e poi l’ho riletto. Mi ha fatto riflettere. A volte è necessario tirare una bella riga, fare un respiro profondo e chiedere aiuto a chi è più in alto di noi, forse lui ci farà vedere un po’ di luce anche dove noi vediamo solo buio. Buio solo e profondo.

    Un abbraccio…Stella

  5. Diemme said

    Però sei forte. Io che tutti i tuoi problemi non ce l’ho sono di un moscio da -2 di pressione.

    E meno male che almeno non devo sorbettarmi il fratello!

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