Una vita tutta mia. Certo, prima o poi.

02/03/2009

ilallà

Mio padre non è mai stato un tipo di troppe parole. E’ che è tendenzialmente un risparmiatore, e forse nel suo intimo è ancora convinto che le parole costino. Congiunzioni, pause e interiezioni sono offerte dal gestore.

 

Questa sera ero parcheggiata sul divano, con la tv accesa, il pc su una gamba, il piatto con la cena sull’altra, Francesca su Msn intenta a spiegarmi che AVEVO RAGIONE, stavo mandando una mail. Mi si avvicina Lui, il Genitore, con fare affabile e delicato. Si siede. Ha in mano un foglio, l’occhiata che ci getto senza farmi notare mi fa capire che è una planimetria. Ho un’illuminazione, ma faccio finta di niente e continuo col ti tic sui tasti.

“Ehm… Ila… Guarda qui. Siamo andati… a vedere questo alloggio…”. Siamo. Siamo chi? Intuisco che stia parlando di se stesso e della sua nuova fidanzata desiderosa di prole. Sono andati a vedere un appartamento, ok, il piano della situazione ce l’ho.

“Al primo piano c’è una sala, una cucina grande, un bagno… un balcone grande su tutto un lato. Poi la scala”. Non capisco, continuo a parlare con Francesca, ma lui va avanti imperterrito. Carpe diem, dicevano. “Al secondo piano…”

Getto un’occhio anche sul secondo foglio. Tre grandi quadrati sono le camere, c’è un terrazzino e un bagno. Capisco dove vuole arrivare, ma continuo a far finta di niente. “Ecco, qui ci staremmo tutti e quattro”. Conto veloce sulle dita. Memedesima, Fratello, Padre. Avanza uno, eccolo subito assegnato. Fidanzata del Padre.

 

Tolgo un attimo lo sguardo dallo schermo. Lo guardo, lui sta lì zitto. Continuo a guardarlo con insistenza. Spero sempre che tiri fuori lui le parole senza dovergliele estorcere, ma ormai dovrei sapere che manco col bisturi ci si riesce.

Arriva la mia domanda quasi retorica. Anzi, non quasi. Era retorica.

Vocina fintamente interessata: “Per farci cosa?”. La risposta è ovvia, ma ho la cattiva abitudine di voler SENTIRE spiegazioni, piuttosto che INTUIRLE.

 

Poi mi parla della seconda ipotesi, una villetta a schiera un po’ più cara pizzicata tra la villetta a schiera dei genitori del Genitore e i genitori della Fidanzata. Per loro, entrambi mammoni, un sogno che si realizza. Per me, nipote che odia essere controllata, l’inizio di un incubo. Caldeggio comunque per la seconda ipotesi, almeno c’è un giardino, un garage doppio, una mansarda dove io e mio fratello ci potremmo rintanare in attesa di tempi migliori. E quando inizierà la demenza senile dei nonni, l’assistenza sarà garantita.

 

Lo liquido dicendo “Per me va bene, vedete un pò voi se siete convinti”.

Sono pronta a sentirmi profuga per la quarta volta (in un quarto di secolo di vita è già una bella cifra), fare pacchi e pacchettini e trasferirmi in quella bella zona residenziale.

Che emozione, non mi trattengo. Dalle risate. Mi lascerò trascinare ovunque a patto che continuino a mantenermi.

 

Sono diventata una vecchia zitella.

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2 Risposte to “Una vita tutta mia. Certo, prima o poi.”

  1. simone said

    forte.. mi piace come scrivi 🙂

    • ilalla said

      rossore diffuso e lacrimucce di gioia che scendono copiose sul viso… ahaha. grazie!! scrittura sgrammaticata e adolescenziale, un pò come me.

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