Prima lettera a Sclero

25/02/2009

 

re-si-nasce

Comunicazione importante: sono uscita dalla malattia.
Sono momentaneamente anche uscita dallo Scazzo, e ciò significa per un po’ niente post.
Sento comunque il bisogno di sfogarmi col mio amico immaginario qui e adesso, per dirgli che va tutto bene. Non l’ho chiamato Carodiario perché è troppo lungo, e abbreviarlo con CD non rendeva l’idea. Chiamerò Sclero anche lui, come il mio furetto che non ho, che è più facile da ricordare.

Caro Sclero, è passato tanto tempo da quando ti ho aggiornato l’ultima volta, e sono successe tante cose.
Tutto è iniziato con la ceretta di lunedì scorso. Non sembra, ma estirpare dopo due mesi tutto quello (condoni compresi) che è cresciuto sulle tue gambe e sul tuo inguine è una bella soddisfazione. Fa sentire più donna, almeno. Meno Cita, senz’altro.

Poi è continuato con una settimana con una media di 17 ore lavorative al giorno (tutti i cinesi a cui l’ho raccontato sono impalliditi, giuro) ma abbastanza soddisfacente. La divisa giallo canarino da hostess di volo di una qualche compagnia esotica, sfoggio delle gambe perfettamente depilate sotto i collant. Può sembrare ovvio, ma non sempre lo è. Parola di donna.
Cene fastose (e gratis) a Palazzo Reale e alla Reggia di Venaria, niente di cui lamentarsi. Girare tutto il centro per accompagnare le mogli dei dottori in congresso: non ha prezzo. Il correttore per le occhiaie invece ha prezzo, non ci voglio pensare.
Festa in maschera sabato sera: me stessa versione dama medievale in vestito nero e bordeaux, accompagnata da cavaliere in armatura pesante. Tipo 40 chili addosso, e riusciva ancora a muoversi. Cena, ballo, pokerino clandestino al tavolo con il Corvo, Colombo, Jack Sparrow e un croupier demenziale spero daltonico. Altrimenti affetto da discalculia.
Col fidanzato va tutto bene, anzi benissimo. La settimana lavorativa insieme non ci ha distrutto, e la convivenza stretta e continua si è rivelata positiva. Non è scappato con nessuna hostess e io non ho trovato steward validi con cui sostituirlo. Abbiamo fatto sesso con sua madre nella stanza accanto e ci siamo coccolati nel suo letto, prima di questa settimana assolutamente vietato per coinquilini di sesso opposto. Il fatto che lui dorma continuamente con uomini non sembra però turbare la sua genitrice, che invece non potrebbe sopportare l’idea che noi due si condivida lo stesso materasso anche solo per stare schiena contro schiena e russare pesantemente. Questo ci costringe a sperperare il suo denaro (suo di lei, suo di lui. Loro, insomma, che io sono senza) per costosissimi hotel, perché si sa, la carne è debole. La mia proprio molliccia, ma fa ancora la sua porca figura.
L’università è ricominciata, almeno ho qualcosa da fare durante queste lunghe fredde ma soleggiate giornate. Da domani comincia anche il tirocinio, che San Giuseppe da Copertino ce la mandi buona.

Unici lati negativi: la mia banca mi comunica ogni settimana via sms che il mio conto è ormai in estinzione, il WWF si rifiuta di collaborare, e proprio adesso mio padre mi chiede velatamente di togliermi dai piedi, che lui c’ha da rifarsi una vita con nuova fidanzata, case, bambini, annessi e connessi. E io lo farei, eccome se lo farei. Ma poi sotto i ponti ci si ammala più spesso, e mi manca solo quello. Quindi zitta zitta continuo a parassitare, quando la situazione si farà insostenibile vi comunicherò l’IBAN e starà a voi decidere quanto rendermi felice.
In tutti i casi…

Addio, Sclero.

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