Cronaca di uno sciopero inutile a Torino. ProGelmini forever.

30/10/2008

Ore 10 – metropolitana. Tutto intorno a me, occhietti ipertruccati, spalle e gambe al vento nonostante il freddo di montagna. Forse il gelo non lo sentono per via del fuoco della conoscenza e di bisogno di cultura che gli brucia dentro. Personalmente, sto appena appena bene coi calzini di lana. C’è anche chi per l’occasione rispolvera i vecchi scaldamuscoli coi colori della pace e li abbina alle scarpe da ginnastica con la zeppa. Fa molto Flashdance.
Scendo alla stazione, la trovo affollatissima, aspetto il pullman. Aspetto, aspetto… Guardo le persone intorno a me.
Età media: 15 anni, capelli spesso sparati in aria sul cucuzzolo, forse per recuperare quei centimetri di altezza che mamma natura non gli ha dato. Sembrano piccoli spaventapasseri, hanno sbagliato favola.
Motivo per cui sono lì: scioperare. Presumibilmente contro la GELMINI, che detto per inciso continuo a sentir pronunciare Germini. Sarà l’inconscio (interpretazione in chiave freudiana) a far sì che storpino il cognome per l’astio che provano, o (interpretazione in chiave realistica) sono tanto informati su tutta la faccenda da non aver mai visto quel cognome scritto da nessuna parte.
Aspetto 20 minuti il bus con i pargoletti imbellettati per poi scoprire che non arriverà mai, sono stati deviati tutti per via del corteo. …zzo.
Riprendo la metro e tento la via secondaria per l’università… metro di nuovo carica di ragazzini vestiti a festa nei cui occhi vedo la felicità di chi ha vinto un permesso premio. Arrivata là, suono di fischietti, urla, striscioni. Ragazzini sbarbati e giovani dei centri sociali. Che studenti non sono, forse non lo sono mai stati, ma protestano perchè è comodo così. Gelmini=destra, destra=il Male. Legalize it.
Trovo un palazzetto deserto, e un foglio attaccato alla porta dell’aula (dove il prof aveva garantito, la lezione ci sarebbe stata comunque) mi invita a raggiungere tutti i miei colleghi di facoltà al punto di ritrovo per unirsi al corteo. …ulo.
Me ne torno – a piedi, di autobus neanche mezzo – verso la metro, e di nuovo mi trovo circondata da ragazzine che si dedicano allo shopping selvaggio e frotte di tamarri che, indovina un pò? Oggi sciopereranno alle Gru. Di nuovo tutti in metro: io verso casa, loro verso la Vacanza.
La cosa divertente? Gli shoppingari e i fancazzisti saranno annoverati nel numero degli studenti contro la Gelmini. Hanno fatto l’Italia… sarebbe stato meglio fermarsi lì, invece che cercar di fare gli italiani.

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18 Risposte to “Cronaca di uno sciopero inutile a Torino. ProGelmini forever.”

  1. wagon said

    Gestire una vita mediocre non equivale a darti del mediocre. Comunque hai ragione, scrivere troppo per dare un senso logico ed un’argomentazione ad una tesi è troppo. Non ha alcun senso, né alcuna giustificazione.

    Allora riassumendo, visto che la democrazia evidenzia ogni giorno di più il suo fallimento, grazie per avermi ricordato la mancanza di un giudizio nei tuoi confronti: sei sotto la mediocrità.
    Lo scrivo dall’alto di quel che so, che è più di niente e meno di tutto.

    Però non tirare fuori che questo fosse il senso del mio discorso. Un giorno che hai tempo e voglia leggitelo, così come si può leggere una riforma prima di manifestarci contro. Il principio è lo stesso, e non tutti sono brutti e cattivi come me. Buona notte 🙂

  2. FedeG. said

    Sono sempre io, non Anonimo, ho solo sbagliato a firmare

  3. Anonymous said

    Mediocre tientelo pure per te, grazie…vedo che sputar sentenze senza sapere un cavolo di niente è la cosa che ti riesce meglio. Per il resto, scrivi troppo, ti giuro che non ho neanche letto il tuo commento fino in fondo, non ce l’ho fatta. Tanto non mi pareva il caso perchè vedo che qui la democrazia non è di casa.

  4. wagon said

    Penso si tratti più di un silenzio di sufficienza, che Ilallà si può permettere mentre a me piace sempre avere l’ultima parola.

    Il primo commento era sarcastico e molto spiacevole, perchè su un discorso generale attaccava sul particolare. Il che giustifica risposte successive.
    Il post in sé non mi sembrava così mostruosamente offensivo e, come specificato nel 13esimo commento, era appunto qualcosa di generalizzato. I blog sono fatti anche per questo, per potersi sfogare con invettive a larghe categorie di persone (già, ho tali pregiudizi da racchiudere molto persone in categorie) e non dover sempre mettere distinguo. Sta poi al giudizio personale di chi leggere discernere, sentirsi chiamato in causa se c’è coda di paglia, attaccare se ha voglia di una semplice catfight (niente di male, non sono mai stato contrario agli insulti e ai confronti anche verbalmente violenti di opinioni), criticare, giudicare e quant’altro.
    Però così come il lettore che è un esterno che “entra in casa d’altri” ha diritto a dire la sua, chi è di casa o addirittura padrone di casa, può a maggior ragione fare altrettanto.

    Così, se per amor di simmetria nei discorsi che inserisco nella conversazione ci metto anche la dicotomia sinistra/destra (che c’entra tra l’altro più col post che non con il tuo primo commento… visto che il dibattito pro/contro Gelmini alla fine è stato strumentalizzato da entrambi le parti e, a mio modestissimo avviso, cavalcato più dalla sinistra sul principio che non sui contenuti), non ci vedo nulla di male. Perchè finchè non attaccate personalmente, io non rispondo personalmente ma genericamente, in quanto il post è generico.

    Esempio chiarificatore. Dico che quelli del DAMS sono dei perditempo. (Discorso Generico)
    Tu hai fatto il DAMS, ma appena ne sei uscito sei andato a lavorare ad Hollywood, guadagni 10 milioni di dollari al mese e ti trombi Jessica Alba. (Caso particolare)
    Ti senti chiamato in causa, ti incazzi come una vipera e rispondi al mio discorso generale dicendo che io sono un coglione che non ha capito niente. (Attacco particolare).
    Allora non posso più risponderti sul piano generico, perchè mi viene da dirti “coglione sarai tu, che non hai capito un cazzo di cosa sto dicendo”. E poi il degenero: dici cose che tipicamente dicono quelli di sinistra, ci metto dentro anche la sinistra e le questioni di stampo ideologico che – da come ti poni – vedo tirate in ballo.
    Il risultato sono i due piani (generico e particolare) malamente mischiati.

    Niente da obiettare, finchè si ha voglia di discuterne. Ilallà evidentemente non ne ha più, io che non sono neanche autore del blog invece sì, perchè “genericamente” continuo ad essere d’accordo con quanto da lei detto e, particolarmente, non temo di aggredire verbalmente nei casi in cui mi paia sia legittima difesa verbale.

    Tu critichi, e la critica è una costruttiva conseguenza di un giudizio. Può essere immediatamente accettata, mediatamente accettata (con dei se e con dei ma), può essere rifiutata (non sono d’accordo) o può essere riproposta con domanda riconvenzionale (tu critichi X e io rilancio Y criticando te). Qui mi pare che nessuno stia accettando niente, dietro le sue barricate. Per quanto riguarda me, lo faccio molto consapevolmente perchè non sono più tollerante da un po’ di tempo. Non chiuso mentalmente, ma neanche relativista (= oh, le mie idee sono tutte cazzate, l’unica verità è che non ci sono verità). Tu ne sei altrettanto consapevole? Se sì bene, se hai voglia continuiamo, ci rileggiamo entrambi il post e ritorniamo a parlare di quello e non di fuoricorso. Se no amen.

  5. Anonymous said

    Forse il silenzio è per chi non ha più argomenti da usare, mi dispiace se alla fine credi che i miei commenti abbiano un fine sentenzioso.

    Se ho scritto un primo commento sarcastico e bastardo me ne scuso, ma alla fine credo che dovresti anche avere il coraggio di rileggere i tuoi post e capire che quello che hai scritto (in assoluta buona fede) risulta offensivo per tutte le persone che lavorano come ed a volte più di te.

    Questo è quello che penso,E’ UNA SEMPLICE CRITICA, che forse dovresti anche essere disposta ad accettare.

    P.S. Una semplice critica, quindi per cortesia Wagon non mettere in mezzo destra e sinistra che proprio non c’entrano nulla.

  6. ilallà said

    Ringrazio ancora una volta il caro Wagon per le sacrosante parole.

    Non avevo ancora visto i commenti, altrimenti avrei lasciato tutto lo spazio libero a Vostra disposizione, Menti Superiori, per vomitare sentenze.
    Menti Superiori ma non abbastanza per capire che se in un post qualcuno generalizza è perchè ci impiegherebbe troppo ad inserire le note a fondo del testo: “Teniamo conto però che Maria P. si è laureata in tempo ma ha avuto tante esperienze positive. Gabriele X. è perfettamente in tempo e si è goduto la vita. Pincopallo Y. è nei 5 anni e tanto meglio per lui”.
    Serve un pò di elasticità. Qui manca tutta.
    E non spreco neanche una riga a mia difesa, vi basti sapere che la visione altrettanto semplicistica che avete dato della vita degli studenti fuori corso fa vomitare, ma da qualche dibattito e discussione ho evinto che GIUDICARE e ritenersi sempre superiori per conseguire un ideale di PERFEZIONE è l’hobby più in voga tra i sinistroidi. Grazie di tutto. Se volete continuare a vomitar sentenze fatelo pure, il Vuoto vi risponderà. E forse un pò di silenzio vi farà bene.

  7. wagon said

    ahahah
    ma che bello, arriva federicag a insegnarci la vita. Iniziando con una maestosa, eclatante e vanagloriosa dichiarazione di chi siamo noi. Noi, assolutisti, viziatelli borghesi, mi pare possa essere una definizione riassuntiva completa. Noi che navighiamo nell’oro e spendiamo anni alle spalle dei nostri genitori sguazzando nel fancazzeggio universitario.

    Potrei rispondere, se ti ritenessi degna di una risposta, in modo approfondito. Però essendo assoluto posso dirti che dal tuo giudizio affrettato, approssimativo e stupido, ti giudico anch’io e semplicemente disprezzandoti. Primo, perchè mi dai del figlio di papà e posso semplicemente dirti che mio papà è morto, secondo perchè non hai proprio colto un beneamato cazzo del senso di tutto questo discorso.

    Ora, evidentemente ti sei laureata bene, gestendoti una vita mediocre e secondo tutti i clichet più belli che la tua mentolina ristretta e borghese (quella sì, non la mia) ti ha permesso di immaginarti. Ti senti grande ed emancipata al punto da ritenere un’altra persona che si consideri tale, meritevole delle tue critiche. Brava. Spero che tu ti senta fiera e appagata della tua esistenza, che ti senta tronfia e superiore a leggere frettolosamente qualcosa, non conoscere chi l’ha scritta, non capirne il senso e subito buttarti a vomitare sentenze.

    Certo, il “porgelmini” del titolo è già una buona ragione per attaccare anche qui, come da tutte le altre parti, chiunque manifesti una libera espressione di pensiero. Purtroppo però siamo in uno stato libero e democratico (per quanto alla sinistra sta cosa dia fastidio dal 1946 in poi).
    Da parte mia posso testimoniare che Ilallà non pecca della gravissima colpa di essere di destra, che ha lavorato ed è una delle persone più mature che conosca e con meno pappa-pronta che abbia mai incontrato.

    Ah, e poi scusa tantissimo se ho usato la parola “board” per fare figo. Avrei potuto dire “burau”, era a titolo meramente esemplificativo. Sai, per fare il figo avrei usato altri argomenti, ma tu che hai una vita così piena, felice e realizzata non li avresti forse colti. E comunque, per te quanto per l’anonimo (visto che di me l’autrice del blog sa un po’ tutto, e il mio nick linka direttamente al mio blog, anche se non è il mio codice fiscale lo ritengo sufficiente a fugare l’anonimato): siete fuori tema dall’inizio dei commenti. Fatevene una ragione e venite a cagare le vostre frustrazioni sul mio blog, che questo è così carino che mi dispiace un po’ vederlo impuzzolentito dalla vostra inutile presenza.
    🙂

  8. federicag. said

    Devo di nuovo intromettermi, perdonatemi, ma nn avevo letto quell’altro commento assolutista di tal “Wagon” (certo tu non sarai “Anonimo”, ma per chiamarsi così allora d’ora in poi se preferisci mi firmerò “Cenerentola”, se ti fa star meglio. Dicevo, voi due secondo me vedete la realtà tutta bianca o tutta nera. Concordo con “anonimo” quando sostiene, in sostanza, che invece di attaccarsi a tutte le cavolate che state dicendo, forse basterebbe parlare di serietà. Tanto per cominciare, in casa mia non si nuota nell’oro, quindi farmi mantenere a vuoto per anni dai miei mi lascia un certo non so che..lo definirei un senso di inutilità. Ma non siamo tutti uguali e soprattutto non tutti siamo viziatelli come voi due. Altra cosa: non necessariamente un laureato in tempo è un povero servo della gleba disoccupato e senza esperienza del mondo. Può darsi che abbia fatto anche lui quelli che tu per fare il figo chiami “board internazionali” (o forse semplicemente non conosci un termine italiano adatto). Quindi basta con questo spirito borghese di patata please…come direbbero in molti: “Ma vai a lavorare va…”(se vuoi anche in un’prganizzazione internazionale no-profit..nel tuo caso fa più figo che andare a lavorare e basta!)
    😉

  9. FedericaG. said

    Ciao cara Ilallà,
    passavo di qui e mi sono soffermata su qualche post… non conosco questo blog molto bene e neanche mi interesserebbe particolarmente partecipare alle vostre disquisizioni; tuttavia stavolta,sentendomi un tantino “punta sul vivo”, mi va di immischiarmi. Cara Ilallà, da quello che affermi sembra quasi che nella vita gli studenti che, contrariamente a te, non hanno perso tempo e non sono andati fuori corso, siano dei poveri falliti, o comunque degli alienati che nella vita non hanno fatto altro che consumarsi sui libri…invece no, non è sempre così; c’è anche gente che a 24 anni è riuscita a laurearsi in tempo (triennale e specialistica) con (udite udite!!)addirittura dieci mesi di erasmus (=divertimento sfrenato, solo 2 esami) di mezzo. Gente che nel frattempo si è gestita un fidanzato, tanti amici e persino (ma tu pensa!) un lavoretto per non stare troppo sulle balle ai suoi genitori! E senza accontentarsi di “tutti 18 sul libretto”, te l’assicuro questo, e non mi considero certo un genio…Nn che mi importi più di tanto ciò che tu ne pensi, per me sei libera di giocare a fare la donna emancipata quanto vuoi, e restartene ancora qualche lustro all’università, così, tanto per “chiccheria”. Il mondo dei grandi là fuori non te ne farà certo una colpa…
    Ma non generalizzare, e soprattutto non pensare che, se uno non è un inconcludente, debba per forza essere un idiota stakanovista…

  10. Anonymous said

    Se ti fa piacere puoi chiamarmi pincopallino.

    Tralascio una tua certa visione semplicistica a cui penso neanche tu credi:

    [tipo: alla fin fine mi laureo in 8 anni invece che cinque, e invece di rugare il cazzo al mondo perchè ho preso un bel voto e sono un precario, quindi manifesto, sciopero, odio Berlusconi, brucio bandiere perchè sono sempre più frustrato].

    Il mio punto di vista è molto più pratico: chi prende l’università SERIAMENTE riesce a finirla nei tempi giusti, esperienze extra universitarie comprese, tutto il resto sono chiacchiere da condominio.

    E’ tutta una questione di serietà…come dovrebbe avere la serietà di non scrivere certe cose chi non è proprio nelle condizioni do poterle dire:

    [Non sei capace, evita di perdere tempo e vai a fare la commessa, dove magari scopri di essere un genio delle scienze della comunicazione].

    Per una volta dimostriamoci seri e invece di invocare provvedimenti che instaurino nell’università il principio della meritocrazia (sacrosanta), iniziamo a giudicare noi stessi con lo stesso principio.

    GRAZIE

  11. wagon said

    Per quanto mi disturbi sempre di più rispondere ad un buco trasparente, invece che ad un NOME, risponderò all’anonimo dandogli ragione.

    Verissimo quanto dice del vero problema dell’università, che però non è dell’università. Cioè che manchino ambizione e quant’altro è verissimo, e che ci siano anche fior fiore di laureati con 110 e lode che hanno passato 5 anni sui libri ad imparare a memoria cose che non si ricorderanno nemmeno, è altrettanto verissimo.

    Ma allora dove sta il problema? Sta nella mentalità. E mi dispiace dirlo, un ANONIMO che parla di ANONIMATO è la dimostrazione di quanto i peccatori puntino sempre il dito sugli altri per indicare il proprio peccato. L’ambizione e la bravura – mi sembra abbastanza ovvio – sono doti che si maturano a livello personale, ANCHE con l’aiuto del percorso formativo universitario, non SOLO. Anzi, l’università dà strumenti, il come li si usa dà tutte quelle cose che dici tu, caro anonimo. Questi strumenti posso acquisirli in 5 anni e non averne altri, oppure posso acquisirne altri esterni e mettercene 10 ad apprendere quelli universitari. Quello che conta è la mia mentalità di fronte al lavoro (tipo: alla fin fine mi laureo in 8 anni invece che cinque, e invece di rugare il cazzo al mondo perchè ho preso un bel voto e sono un precario, quindi manifesto, sciopero, odio Berlusconi, brucio bandiere perchè sono sempre più frustrato, lavoro e mi dedico con passione al mio lavoro, che ho scelto con il parametro di mille esperienze extrauniversitarie fatte).

    Poi i discorsi generici lasciano un po’ il tempo che trovano. Io posso essere fuoricorso e valutare che il tempo perso non l’ho buttato nel cesso, perchè ho fatto esperienze in board internazionali di associazioni, in board nazionali di partiti, in direttivi di associazioni benefiche… per cui il tempo investito in base a quanto credo non lo vedo sprecato. Allo stesso modo avrei potuto essere altrettanto fuoricorso stando tutte le sere a farmi canne o andando in discoteca.
    Così come tu – che evinco essere laureato perfettamente in tempo – puoi essere un ingegnere che sa tutto della sua materia, già assunto e con brillante carriera di fronte, come uno studente di scienze politiche con tanta cultura sui paesi mediorientali che non saprebbe neanche piantare un chiodo. Oppure un ingengnere fallito, oppure un giurista mancato… Per fortuna, il mondo si basa ancora sull’individualità: e l’individualità non può essere il problema dell’università.

  12. Anonymous said

    Sottoscrivo anche io Wagon, il problema dell’università è proprio l’anonimato…ma nel senso figurato di tutti gli studenti mediocri che riempiono gli atenei.
    Vedi possiamo fare un’elenco lungo quanto vuoi di problemi dell’università, ma il principale, secondo me, è che quelli che dovrebbero essere i protagonisti (gli studenti) troppo spesso si accontentano di fare le comparse scaldando i banchi per lunghi anni.
    Questo paese ha bisogno di persone qualificate, ambiziose e soprattutto attive e penso che su questo si possa concordare…quindi siete tanto sicuri che uno studente fuoricorso non abbia un costo reale sull’economia di questo paese?

  13. ilallà said

    Sottoscrivo Wagon (per fortuna un pò di intelligenza nel mondo è rimasta) in tutto e per tutto…
    Per i dettagli: chi mi è passato vicino troppo in fretta (e sono pochi, assicuro! non per niente sto ritrovando ADESSO in specialistica quasi tutta la mia vecchia classe del 2003)è perchè o si è accontentato di tutti 18 sul libretto, o è vissuto solo per il suo misero corso di laurea inutile. In tutti e due i casi, niente da invidiargli.
    Secondo, un paio di lustri una cippa. Ancora il prossimo anno, tesi, ed ecco… tutto finito!! Toh, chi l’avrebbe detto!

  14. wagon said

    Forse la soluzione per i problemi dell’università sarebbe quella di bandire l’anonimato… a parte questo, il peso dell’essere fuoricorso ricade su chi diventa fuoricorso. Le spese che l’università deve fare per gente che non frequenta più, o frequenta poco, sono minime… il problema sono gli attici affittati qua e là dagli atenei, il numero esorbitante di ricercatori e professori di ogni fascia e livello, le strutture irrazionali tirate su e poi gestite con esuberi di personale pazzeschi, le sedi distaccate dove non servirebbero (è dal Medioevo che gli studenti si spostano, costerebbe meno pagare un biglietto del treno al giorno tutti i giorni agli studenti di Cuneo che non tenere la sede distaccata a Cuneo)… e chi più ne ha più ne metta.

    Certo, si può sempre aumentare lo spreco scioperando e manifestando. Così per quel poco che lavorano, i professori, possono anche prendersi giorni di ferie pagati per passeggiare in centro e inveire contro Berlusconi. Tra l’altro c’è un’altra emergenza: se anche solo metà dei Rettori che hanno dichiarato che si sarebbero dimessi se fosse passata la riforma si dimetteranno… beh, avremo un sacco di disoccupati in più da gestire nei prossimi mesi.

    Qualcosa però mi dice che i Rettori resteranno rettori almeno quanto gli anonimi resteranno anonimi… il coraggio di essere protagonisti delle proprie idee non è mai abbastanza.

  15. Anonymous said

    Allora si potrebbe proporre di fare pagare il doppio agli studenti fuori corso!
    Così, visto e considerato che ti ci vorranno ancora un paio di lustri per finire, i fondi per l’università sono garantiti!
    Brava, mi hai fatto venire una bella idea! 🙂

    P.S. Guarda che ce ne sono di studenti di lingue che finiscono in tempo non facendo i mantenuti…forse ti sono passati vicino troppo velocemente e non li hai visti!

  16. ilallà said

    p.s. senza contare che l’università di torino mi dovrebbe almeno un caffè, per aver seguito tutti i corsi nei primi regolarissimi tre anni (e quindi senza aver gravato più del previsto sul numero troppo alto di studenti per professore) e poi aver pagato ben due anni in SETTIMA FASCIA per poter dare i due esami rimasti senza neanche modificare il carico (=spese a carico dell’università: due statini. spese mie: un suicidio).
    la proposta concreta non regge, a quanto pare. anzi, fossero tutti come me ci sarebbero un sacco di soldi in più!

  17. ilallà said

    Il punto è che della giornata di lezione non me ne importa granchè (che poi erano due ore), ma è una questione di principio. Due ore per arrivare in via Verdi per poi tornarsene a casa diretti… bella gita!
    E tanto per puntualizzare, sono fuoricorso un pò come tutti gli studenti di lingue che non abbiano fatto i mantenuti nel periodo della triennale… e ne vado orgogliosa!

  18. Anonymous said

    ProGelmini anche io!
    grande Ilallà!
    una proposta concreta: tagliare tutti gli studenti fuori corso!

    P.S. Sul bilancio dei tuoi anni in cui sei fuoricorso, una giornata di lezione persa non può avere effetti catastrofici, non ti preoccupare! 😉

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