I R A

19/08/2008

Sono cresciuta circondata da persone (una in particolare, quella a cui devo la persona che sono diventata… PER CONTRASTO) che sono sempre state disponibili, servizievoli, pronte a tutto per noi.

Gratis?
Ovviamente no. Il prezzo è sempre stato il più alto: il controllo sulle nostre azioni, sulle nostre vite. Niente in cambio di niente. Io ti faccio da balia ai bambini, sai che mi piace. Poi ti controllo l’esistenza e, approfittando del fatto che tu non sia precisamente quella che si può chiamare una persona “forte”, mi impongo su tutte le tue decisioni. E’ come se ti tenessi al guinzaglio e tu sentissi la morsa ma non capissi da dove arriva.
Fin quando il guinzaglio non finisce per strangolarti.

Oggi mi rendo conto, con un’amarezza che cerco di lavare via dalla bocca a colpi di succo di mirtilli, che queste persone non finiranno mai di esistere, non sono solo nella mia famiglia e soprattutto non sono solo vecchie come mia nonna.
Quelle persone che si sentono legittimate a sentenziare le scelte e le azioni degli altri sentendosi IN DIRITTO di farlo. E discutono ogni piccolo avvenimento come comari affette da sindrome di “Ho una vita perfetta, tutto quello che posso fare è decidere che la tua non è all’altezza e sparlarne con chi mi pare”. E farti pesare che la tua non è perfetta.

Morte.
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Una Risposta to “I R A”

  1. wagon said

    commento, anche se forse sarebbe meglio non commentare.
    Parto dal presupposto che ognuno è libero di occupare il suo tempo come pare, e sono molto meno sensibile di te delle voci e dei pettegolezzi in giro. Anzi un po’ pure mi piacciono.

    Ma le persone che controllano e quelle più portate a farsi controllare ci sono. Triste ma vero. Chi controlla per questo si sente un po’ meglio, un po’ più figo, e accresce l’egoismo che di base deve già avere. Chi si fa controllare si giustifica un po’, lascia un pelo di responsabilità agli altri, e fa un po’ come un’auto che va in discesa, devi guidarla e consuma, ma meno che in salita.

    Non so. Di base è che il mondo va così, e a decidere di non farsi controllare possono essere solo le persone che si fanno controllare, che si ribellano e cambiano idea. Ma l’abitudine determina le caratteristiche essenziali dell’uomo, e spesso è una prigione dalla quale non si può uscire senza l’aiuto, la comprensione e una maggiore volontà di altri.

    Per dirti: io mi sono sempre lasciato trasportare (anche se non proprio controllare, quello mai sulle questioni in cui avevo una preferenza mia… ma la maggior parte delle questioni mi sono sempre state indifferenti), poi sei arrivata tu e mi ha condizionato a riprendermi la vita in mano. La vita, sottolineo.
    Così a volte, chi non riesce a controllare la sua vita, e lascia che chi è più forte ed arrogante lo controlli, ha bisogno di una persona che gli insegni a diventare arrogante lui stesso.

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