A te…

14/07/2008


A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te

Quando trovi qualcuno disposto a stare a guardarti in silenzio quando hai le paturnie e sei intrattabile, a venire con te ad un matrimonio di quasi sconosciuti faticando per due ore e mezzo di camminata in montagna, a correre da te e dalla suocera perchè le è morta la micina, a mettersi le lenti a contatto dopo dieci anni di fobia da dita-negli-occhi per essere più fascinoso, a venire con te a lavorare con i bambini come animatore (lui, che da un comune amico è stato definito “capace di uccidere un neonato a colpi di attizzatoio per un mezzo bicchiere di Lagavulin”) e tanto tanto altro, allora puoi dirti fortunata.

E non ti sembra vero di averlo accanto: gli stessi gusti (tranne in fatto di armature medievali, ma questo per colpa della tua scarsa preparazione in materia), quasi snob allo stesso modo, carattere diverso ma splendidamente compatibile. Niente alti e bassi, solo qualche paranoia ogni tanto legata al passato o al presente minacciato da ex stranamente dolci (“ma tu non capisci…”).

Mi sento così slendidamente rincoglionita, mielosa, ciccinaciccì. Mi sento come la bimba qui sopra… Unica preoccupazione: non far bagnare il vestito dalle onde. Tutto il resto, chissenefrega.

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2 Risposte to “A te…”

  1. ilallà said

    Ehm.

    Spero qui non arrivi mai il Pautasio… questo post, ma soprattutto questo commento (maiale!) è terreno fertile per i
    suoi sfottò almeno quanto io lo sono per te.

    E giusto per sottolineare, io il sangue blu non ce lo voglio nelle vene. Fa così… malato. La mia salute DI FERRO potrebbe venire compromessa irrimediabilmente…

    (L)

  2. wagon said

    Dunque, prendi un nobile, cinico e scazzato. Giocaci un po’, dai spazio a parti di lui che erano rimaste in secondo piano per un po’ di anni (facciamo 25) e mescola tutto. Il risultato è che l’aspetto esteriore cambia. Sembra all’improvviso rincoglionito: la gente non capisce, lo sfotte.
    La verità è che sarebbe ancora pronto ad ammazzare un neonato per mezzo bicchiere di lagavulin, ma anche che è pronto ad una settimana di animazione per stare una settimana con chi gli ha fatto perdere la testa.
    E’ tutto molto bello. Resta in piedi tutto quello che c’era prima, ma ci sono nuove scale di valori e tutta la realtà cambia un pochino colore. Stesse diottrie nelle lenti, ma diverso colore del vetro.
    E poi… un nobile si diverte sempre a prendere una sangue-rosso e trasformarla pian pianino in una vitale sangue-blu. E’ la massima aspirazione della decadenza trovare terreno fertile in qualche esserino pieno di vita e corromperlo, mutarlo, condannarlo all’infelicità, aggrappandocisi e succhiandone un po’ di energia.
    Già. Amo succhiartela. L’energia.

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