Voglio vivere solo nei weekend.

30/06/2008

Din-din din-din din-din…… diiiiiiiiin. Ore 5.15, sabato mattina. Giù dalle brande, soldati, abbiamo un matrimonio! I soldati sono mio fratello, mio padre e il mio bello, che mi manderebbero volentieri a stendere per averli coinvolti nell’impresa. Vestiti in mezz’oretta: pantaloni da trekking, t-shirt e pile. Non rinuncio al trucco, perché è pur sempre un matrimonio, perdinci. Zaino in spalla, e si parte. Destinazione: Parco Nazionale del Gran Paradiso, chiesetta ai piedi di un monte alto alto alto. Non ci accontentiamo di partecipare come spettatori, cantiamo anche nel coro. Un sacerdote divertente che sbaglia tre o quattro volte le formule, e al momento clou esordisce con un “ Siete marito e moglie ora, potete ABBRACCIARVI”. Spettacolo. Mai visto niente di più divertente.
Rinfresco, e poi armati di pazienza, forza di volontà, e tante imprecazioni si parte. Il pranzo per pochi eletti (si chiama selezione naturale) è davanti a un santuario ai 2000 metri, dopo due ore e mezza di camminata tra rocce e boschi e FALSIPIANI (termine curioso, credo coniato dallo sposo per farci coraggio. Ma non era vero). Arrivati su realizziamo che tutto sommato è stato divertente, e la vista non è davvero niente male. Falchi e marmottine ci fanno compagnia. Pane, formaggio, salame, vino, lancio del bouquet di stelle alpine finito per tre volte consecutive nel vuoto (tutte zitelle a vita, non ci ha visto male!).Grazie Paolo, Micol e piccolo… Ettore?
Tornati a Torino, dieci minuti di doccia e poi via in macchina con il mio bel coraggioso, che ha smesso i panni di turista tedesco in bermuda e scarponcini per infilarsi in un più consono giacca e cravatta, destinazione: Sanremo. Esco di casa con i bigodini nei capelli armata di rasoio e trucchi, si prospetta un viaggio divertente! Tanto sonno però… Alle 20.30 puntuali siamo al Golf Club dove ci aspettano per cena. Tanto cibo, tanto vino che non bevo quasi (colpa di Don e della serata di due settimane fa che ha segnato il mio ritorno all’astemia quasi completa) e hotel. Un letto grande grande, un ulivo illuminato in giardino e le stelle. Sempre tutto perfetto.
Quando ci svegliamo la mattina sono le 11, dopo doccetta rinvigorente siamo al porto di Sanremo per colazione a base di Pigato e tartine. Pranzo con due storditi appena tornati da Montecarlo, poi due passi al porto. Cadavere puzzolente di ratto nel prato. Ma è così carino che merita una foto. Anzi, tre. Ha due simpatici dentini color arancio e il musino non sembra proprio divertito.
Il viaggio di ritorno lo facciamo al fresco passando dal Colle di Nava, godiamo della pioggia e dell’arcobaleno. Dei prati e dei boschi. NEI boschi.
Un altro perfettissimo weeked.
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6 Risposte to “Voglio vivere solo nei weekend.”

  1. ilallà said

    Ma la tua è una batteria fedele. Ha goduto anche lei troppo nei boschi, o magari si è emozionata per l’arcobaleno. O forse è solo uscita di testa.

    Chi va con lo zoppo.

  2. wagon said

    ah dimenticavo. NEI boschi e NELL’arcobaleno. Batteria permettendo. E qui solo una persona può CAPIRE.

  3. wagon said

    già.

  4. matteo gabriele said

    ah, godere nei boschi… quale meraviglioso diletto 😛

  5. ilallà said

    Ma non gode più nei boschi… e puzza.

  6. Pautasio said

    Almeno lui ha smesso di soffrire

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