10dance sempre e comunque

24/05/2008

Eccomi tornata a scrivere post senza motivo. Ma devo fissare nella memoria del mio blog la serata poco convenzionale che ho passato proprio qui, sulla cima del monte Pirchiriano.

Una brezza leggera e pungente, il cielo stellato, l’aria tersa. Quattordici gradi, per essere che siamo a maggio fa freddino. E’ un giovedì sera, non c’è molto viavai in giro. Le strade che portano alla Val di Susa sono quasi deserte, pochi gli avventori che da Torino arrivano fin là.

La prima sosta si fa ai Laghi di Avigliana: osserviamo dall’alto il lago illuminato e in lontananza vediamo, rossastra e nascosta tra le nuvole, la Sacra di San Michele. Fa un effetto strano, sembra quasi una massa informe, potrebbe essere la luna, potrebbe essere qualsiasi cosa. Chi ho accanto inizia un lungo trip su una eventuale invasione aliena: eccoli, la Guerra ha inizio, noi umani moriremo tutti, ci sconfiggeranno. Non appena le nuvole si diradano, capiamo che non erano marziani. Eccolo lì, il profilo imponente dell’abbazia. Neanche il tempo di sbuffare per l’occasione mancata di incontrare finalmente creature intelligenti, e… “Lì sotto sono morti tanti dei miei uomini”. Non capisco, con gli occhi sbarrati e la bocca serrata chiedo spiegazioni. Il mio accompagnatore capisce e mi racconta la discesa in Italia dei Franchi guidati da Carlo Magno. Proprio in quel punto laggiù i Franchi sono riusciti, grazie all’aiuto di un monaco, ad aggirare il blocco dei longobardi. Realizzo due cose contemporaneamente: che il mio Virgilio ha origini longobarde, e che questa storia non mi è nuova. Uh già, la raccontava anche Manzoni nell’Adelchi. Proprio il programma del mio prossimo esame. Ups.

Risaliamo in macchina e, decidendo di mettere a nanna il navigatore per goderci la serata a zonzo, seguiamo la strada. Una curva dopo l’altra saliamo sempre più in alto, ci sono sempre meno luce e sempre più boscaglia. Silenzio. Arriviamo ad una stradina e il cartello è più che chiaro: Sacra di San Michele, divieto di transito. Lasciamo la macchina parcheggiata nella piazzola lì accanto, ci incamminiamo. Sembra di essere in un altro mondo: fa freddino, non c’è ombra di essere umano e soltanto i grilli ci fanno compagnia. Due, tre tornanti ed eccoci arrivati: rovine illuminate di luce arancio, il Sepolcro dei Monaci. Dietro di lui un grosso e moderno Bmw parcheggiato in mezzo al viale, i vetri pesantemente appannati. Due (o forse più, chissà) avventori, meno sportivi e romantici di noi. Ci godiamo il paesaggio per mano, e mi sento come se fossi davvero in capo al mondo. O in culo ai lupi, cosa che senza volere ripeto almeno una decina di volte. Siamo in cima al monte, sotto di noi solo luci fiori e silenzio. Mi sento potente, mi sento innamorata, mi sento completa. Stringo la mano del mio accompagnatore e sento di non voler desiderare altro. Tutto molto romantico, oh yes. Non fosse che stiamo quasi litigando parlando di gelosia, sarebbe quasi melenso. Lui si impossessa della mia macchina foto, e fa un paio di scatti. Ha l’animo poetico, si vede. Sa fare foto miliardi di volte meglio di me, e penso che è proprio un mondo ingiusto. Sa fare tutto meglio di me. Anche per questo lo ammiro. Non ci vuole molto a superarmi, ma è già qualcosa. Una sensazione molto simile all’orgoglio mi pervade. Sono orgogliosa di lui. Lo stimo, apprezzo quello che fa, quello che dice, quello che pensa. Sono felice.

Scendendo continuiamo a seguire la strada, e finiamo a Giaveno con le sue inconfondibili rotonde. Ci fermiamo lì il tempo di fare due passi, ammirare la chiesetta kitsch che si affaccia sulla piazza ed un negozio di arredamento altrettanto kitsch, poi sconfitti dalla stanchezza torniamo a casa. C’è ancora tempo per un latte e menta al pub sotto casa, poi tutti a nanna. Che serata.

Grazie, KLA.

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Una Risposta to “10dance sempre e comunque”

  1. wagon said

    L’idea non era quella che gli alieni vincessero e morissimo tutti… doveva esserci la Guerra e lo Sterminio sarebbe funzionato da pulizia etnica. Lasciandoci gli spazi per vincere eroicamente, alla fine. Tipo i due nella BMW appannata, quelli sì sarebbero morti, volgavi del cazzo.

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