esco a fare due passi

10/02/2008


Io arrivo sempre un pò in ritardo. Sempre.
Questa volta solo di pochi anni: ho letto Fabio Volo, Esco a fare due passi.
Era in libreria a prendere polvere da quando mia mamma, forse ignara o forse con intento educativo, nel 2005 lo ha regalato a mio fratello (allora 15enne). C’è tanto di dedica, X ENRICO, 1, CIAO, MUM.
Uno. Questo vuol dire che c’è anche un due. Controllerò in libreria.
In realtà avevo già tentato la lettura di questo libriccino, ma avevo abbandonato dopo sole 20 pagine. Una noia mortale, l’avevo trovato. E adesso posso dire che non ero pronta. Non era il momento. Avevo vent’anni passati da poco, e metà delle cose di cui parla erano sconosciute.
Non che non avessi mai visto una canna o una scopata. Non capivo. Mi sembrava davvero immaturo, immaturo, immaturo. Troppi problemi, quante seghe mentali.
Ora so che cosa voleva dire. Non era solo uno sfogo per fare salire gli indici d’ascolto. Era un palesare tutto quello che, che si voglia o meno, prima o poi passa per la nostra testa. A me non era ancora successo anni fa. Adesso comprendo, e mi viene da credere che non deve essere stato tanto facile scrivere. Mentre leggevo ho creduto davvero di essere un Fabio Volo. Io sono Fabio Volo.
Quante volte ho pensato quelle cose. Quante volte mi sono sentita come lui. L’unica cosa su cui non ho mai riflettuto tanto credo sia l’enorme fatica che fanno gli spermatozoi a giungere a destinazione.
Ma come lui ho le mie paure, i miei momenti no, i miei amici “isola felice”, i miei sensi di colpa.
Siamo umani. Ma lui lo ha raccontato in un modo… da far venire i brividi. E io pensavo che non conosco molti che toglierebbero così facilmente la polvere da sotto il tappeto.
Libro promosso. In attesa di riesumare (sì, perchè nel frattempo l’ho scovato) E’ una vita che ti aspetto, vi consiglio, se siete come me sempre in ritardo, di leggervi questo.
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4 Risposte to “esco a fare due passi”

  1. Pautasio said

    Già. Davide ha ragione. Basta immaginarselo mentre straparla di tutto ne “Il Volo del mattino” e diventa tutta un’altra cosa

  2. Davide said

    Dopo “Il giorno in più”, ora sto leggendo “Un posto nel mondo”. Le storie sono un po’ pretestuose, lui però mi piace come scrive ed è impossibile non ritrovarsi in alcune situazioni.
    Non lo considero uno scrittore in senso stretto. Lo leggo come ascoltassi la radio. Piacevole.

  3. ilallà said

    Sul sesso condivido. Anche perchè parlare di sesso ogni 3 righe è un cicinin esagerato (alla faccia del pensiero fisso!). E sicuramente Volo non è uno scrittore da urlo. Questi sono anche i motivi per cui l’avevo abbandonato qualche anno fa.
    Trovo però che dipenda moltissimo (più che dall’età) dal momento in cui lo leggi…sai, magari ti capita sotto mano in un momento in cui la tua vita è piena di quei luoghi comuni, praticamente in cui SEI un luogo comune. A me è successo così.

  4. whiteknight said

    Rispetto il tuo punto di vista su questo libro, ma non lo condivido minimamente. Dal mio punto di vista si tratta di una sagra di ovvietà incredibile. Forse è un fatto di età, forse è una questione di punti di vista. Fabio Volo fa un elenco interminabile di luoghi comuni sui single e su certe situazioni stereotipate che francamente fanno sorridere. Per la loro banalità. Ogni tanto qualche frase che fa riflettere c’è, ma si tratta di una questione statistica. Inoltre il libro è estremamente disomogeneo e trovo abbastanza triste e banale farcire il libro di sesso ovunque, come il prezzemolo. Questione di punti di vista, ovviamente. 😉

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