Europa, Mon Amour

30/01/2008


Ci risiamo.

Tre anni fa era stato Patrice. Uno stangone che rasentava i due metri e le porte di casa. Che quando entrava in una stanza la riempiva della sola sua presenza. Atletico, senz’altro. Uno sportivo, giocatore di qualcosa. Rugby credo. Con una notevole parlantina, e un fratello da urlo che fa il modello a Parigi.

Due anni fa è arrivato Antoine. Una facciotta grassa da pazzo criminale, due occhi sempre sgranati e impauriti seminascosti dai riccioli scuri. Ogni tanto si perdeva a fissare il vuoto, e non ricordava il numero di telefono di casa sua. Per una settimana ha tentato di comunicare con la famiglia ma l’unica con cui è riuscito a parlare è stata la vocina registrata della donzella…. “C’est ne pas posible parlè col to papà se a’t ses nen bun a ricurdete al numer”. E no.

L’anno scorso Wouter, questa volta dalla bella, fioritissima, verdissima Olanda. Un altro stangone. Che per casa nostra, due camere due bagni e un salottino piccino picciò, non era adatto. Lunghi capelli. Non siamo riusciti a capire se fossero sempre luridi (in effetti aveva un rapporto parecchio conflittuale con la doccia) o ingellati. Spero la seconda. Sempre senza giacca. Una felpuccia perennemente aperta e via, siamo sportivi noi. Anche lui una buona parlantina, ma solo se interpellato. Altrimenti potevi far notte fissandolo dritto negli occhi. Non proferiva parola se prima non gli si premeva forte ON sul pancino.

E sabato………. Sabato arriverà Charles. Da Poitiers. Vista la foto, siamo pronti alla proiezione di ANTOINE 2, QUESTA VOLTA DA POITIERS. Però almeno questo sorride. E non potrà dimenticarsi il numero di casa, la prof. l’ha segnato sulla circolare. Tra i segni particolari, leggo qui sulla scheda, c’è che ha un gatto, due fratelli e gioca a basket. Ci risiamo. Un altro stangone. L’anno prossimo spero facciano uno scambio col Continente Nero, così completiamo la serie con un Watusso.

Voglio fondare il comitato
ABOLIAMO GLI SCAMBI, PER IL BENE DI CHI CI STA ACCANTO

Ogni anno la stessa storia. Si avvicina febbraio e ricompare la paura… l’ansia… l’angoscia. Estraneo in arrivo, quante cose da fare.

Fare la spesa. Quella annuale si intende. Succhi di frutta, Coca Cola, merendine, polpettoni, pasta x le lasagne, cioccolato, docciaschiuma, dentifricio. E patatine, non dimentichiamo le patatine. I ragazzi vanno matti per le patatine.

Fare le pulizie. Quelle di Pasqua e di cambio stagione, tutto insieme. Scrostare la doccia, lavare i sanitari, passare il disinfettante anche negli angoli più remoti della casa, tonnellate di viakal e detersivi. Cambiare le lenzuola. Almeno una volta l’anno. Lavare i vetri e le tende.

Sostituire il divano. Questa è una new entry. Un bel divano letto. Con tre comode sedute e completamente sfoderabile. Abbiamo una tv nuova da urlo, mica possiamo guardarla da un divano vecchio. Eh no. Il conflitto è insanabile.

Dio benedica gli scambi. E mio fratello, affinchè finisca in fretta anche l’ultimo anno di liceo.
E ce ne liberi.

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2 Risposte to “Europa, Mon Amour”

  1. ilallà said

    Cici…

    Tra due mesi neanche anche lui partirà per poitiers…
    Ma a casa di una ragazza, perchè Charles sta in collegio e non potrebbe ospitarlo.
    E’ ovviamente contento, è già stato da una ragazza il primo anno ed era una strafiga che viveva in un villone con piscina in collina da far rabbrividire tutta OC!

  2. Alessandro said

    Ma in questi scambi tuo fratello lo spediscono ogni tanto all’estero o vi tocca soltanto accogliere altra gente in casa e basta?

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