mala gioventù

02/12/2007

Che schifo. Sono andata a scomodare il buon vecchio (si fa per dire) Gramellini perchè sono sempre più allucinata, sconvolta, disturbata. Da genitori incompetenti, impreparati, infantili e sempre meno autoritari e capaci.
Stasera – ore 19, linea 17 direzione Rivoli – due simpatiche scimmie urlatrici hanno disturbato i miei sensi – e anche quelli di altre 15 persone circa (olfatto, vista e udito soprattutto) per la bellezza di 30 minuti prima di scendere ad una remota fermata della periferia grugliaschese. Due esserini piccoli piccoli, uno più o meno sui 7 anni, l’altro sui 10. Segni particolari: magrebini o giù di lì, insomma non bianchissimi e con dei nomi dalla pronuncia irripetibile.
I due correvano su e giù x il bus tentando di schiaffare la faccia il più violentemente possibile contro la porta del conducente. Di continuo. Urlando come due appena scappati da Bedlam. Risparmiandosi però il tempo e l’energia per saltare sulle ginocchia dei compagni di viaggio (noi poveri disperati che preferiamo non usare la macchina xkè il pullman è più tranquillo). Per 30 minuti. 30 lunghissimi minuti. In fondo al pullman, una ragazza caruccia sdraiata comodamente su 3 sedili (le famose chaise longue GTT) e davanti a lei un tizio che di sedili ne occupa soltanto due, imbrattandone uno con le scarpe infangate. Neanche a dirlo, la mamma e il papà. Che per 30 interminabili minuti hanno osservato incuranti dal fondo del pullman i loro pargoletti cimentarsi in esibizioni circensi e urla da stadio. Il padre si è alzato solo quando la bottiglietta di Coca del figlio è volata in alto per poi piombare sulle mie ginocchia, fortunatamente chiusa. Non si è alzato per chiedere scusa, no. Solo per recuperare il figlio. Poi perchè chiedere scusa. Mica siamo razzisti noi.
Se tuo figlio mi fora i timpani, mi fa venire l’emicrania e minaccia la mia integrità fisica non c’è problema, non ti preoccupare. Io ti amo perchè sei straniero, e non potrei mai dirti quello che penso. Cioè che sei un inetto che per come hai tirato su tuo figlio non meriteresti neanche di stare al mondo. No, non lo penso, perchè non sono mica razzista io. Ti amo perchè sei così. Un deficiente. E che tu sia magrebino, albanese, italiano, rumeno, africano, a me non importa. Anzi, ti voglio ancora più bene. E se fossi stata poco poco “più in alto” non ti avrei dato la possibilità di procreare e rovinare due bambini facendoli crescere come delle bestie, cosa da fare indignare Bagheera e Baloo. Però ti ammiro perchè per venire qua da noi hai fatto tanti sacrifici. Siamo veramente un popolo di imbecilli noi. Siamo un mondo di imbecilli. Facciamo figli senza capire perchè e per come, e quando li abbiamo li trattiamo come fossero cagnolini. Tanto non capiscono.
Se continuiamo così, da idioti, le generazioni che verranno saranno solo di due tipi: delinquenti e esseri-vuoti-tutta-facciata. La prima categoria sarà costituita da quelli che non avranno ricevuto alcuna dritta dai genitori, lasciati a se stessi in tenera età. La seconda, da quelli che invece due dritte le hanno ricevute, spesso da genitori ignoranti e benestanti. Queste due dritte sono: soldi e potere. Coi soldi e col potere puoi fare tutto. L’unica cosa che non potranno fare, ma questo lo scopriranno più tardi, è comprarsi la DIGNITA’. L’unica cosa che non si compra, quella più importante.

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3 Risposte to “mala gioventù”

  1. ilallà said

    lodato, più che accettato… lo so che il mio può sembrare un discorso da vecchietta annoiata, in realtà è un discorso da vecchietta molto incazzata! vecchietta ‘nsomma…

  2. Friends For Free said

    Condivido parola per parola!

    Ho notato spesso, soprattutto a Torino, questo atteggiamento menefreghistico dei genitori con bambini agitati!

    Mi capita spesso di vedere i cafonazzi che occupano due o più sedie per ficcarci sopra le loro luride scarpe fregandosene altamente della civiltà!

    La cosa brutta è che ormai tutto questo è passivamente accettato! 😦

  3. Pautasio said

    Respect, sistah

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