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Euforia. Voglia di ripetere le stesse due parole per sempre e in continuazione, come uno scioglilingua. Paura che sia troppo presto, che tutto muoia rapidamente così come è iniziato. Il sentirsi miracolati, pensare Noncicredoèlavoltabuona, la MIA volta. Quella che voglio davvero. Le spinte che partono dall’interno e rimangono inespresse, senza giungere da nessuna parte vista la momentanea notevole anche se solo relativa lontananza. Sapere che chiunque capiterà su questo blog non capirà l’ultimo post, così come chi mi circonda tutti i giorni non capisce quello che provo, quello che sta succedendo. Non lo capisco neanche io, o forse è solo non voler pensare che è TROPPO CHIARO. Limpido, ma così difficile da ammettere.
Due parole. Sole, cuore.
bist du deutsch?
Un brillante esempio di fin dove si possa spingere la testolina malata di un 11enne tentando di sopravvivere a una semplice verifica di tedesco (test sotto mano, cito letterale)
TRADUCI IN TEDESCO
1. Hai fame? NO, ho solo (nur) sete.
Ein fam? Nein, ho sal nur sett.
2. Cosa prendi? Io prendo un hamburger.
Cos pren? Ihc pren un hamburger.
3. Cosa mangia Thomas? Egli prende un panino al prosciutto.
Cos mangis Thomas? She prend un Kasebrout.
4. Quanto costa una bottiglia di acqua minerale? Essa costa 1.70 euro.
Quaint cost un Mineralvasser? Thei cost 1.70 euro.
5. Ho un ristorante.
Ho um ristorant.
6. Dove si trova Barcelona?
Dus si truv Barselona?
7. Si trova in Spagna.
Si truv in Spagnen.
8. Cosa fa ad Augusta?
Chus fa a Augusta?
Appurato che il ragazzo necessita di rapida reclusione in POTENTE Centro di Igiene Mentale… è barese o piemontese?
pensieri
Ho iniziato a vagare. Immobile, ma inarrestabile.
Scheletri, sensazioni, ricordi. Quanti. E’ buffo come a volte basti, forse ispirati dal Cambiamento, riguardare vecchie foto per far tornare alla mente il rimosso, l’occultato. Risalire per gradi, dalla culla (pochi i ricordi, ma la sensazione di pace data dal viso materno non si dimentica) all’infanzia.
E’ qui che i ricordi si fanno meno nitidi. Paure, malinconia, l’andare oltre. Un andare oltre che ti rimane dentro. Avresti voglia di gridarlo forte per lavare via il dolore, ma. Silenzio. La bocca serrata rifiuta di aprirsi. Troppo tempo è passato dall’urlo mancato. Inutile, ora.
Rimani lì, spettatore di un gioco perverso.
io speriamo che me la cavo
Here we go again, tabula rasa, si ricomincia da zero. Un motivetto mi ronza x la testa…
I’m a new soul
I came to this strange world
Hoping I could learn a bit ‘bout how to give and take
But since I came here,
Felt the joy and the fear
Finding myself making every possible mistake…
Ma anche no.
…
Come è bello poter dire che tutto è passato. Il peggio è passato.
Guardare il vento portarsi via le nuvole e il cielo tornare chiaro.
Voler fermare il tempo, restare lì. Guardare soltanto. Guardare col cuore leggero e la stanchezza che si fa piacevole. Stare fuori dal mondo per un istante. Godere di quell’istante, senza per una volta chiedersi cosa ne sarà.
Aspettare l’arcobaleno, che qui no, ma da qualche parte adesso si vedrà.

Dieci di sera, Paolo Conte che canta del suo tinello marron. UN TINELLO MARRON. Ma che tristezza.
Non ho niente da fare, tranne tracannare Prince of Wales nel tentativo disperato di digerire
1. banana
2. patatine Amica
3. Fruttolo alla fragola
4. mezzo pollo arrosto
mangiati a cena, proprio in questo ordine. Credo sia stata la banana a rovinare tutto.
Ci sono volte in cui non ti riesce proprio, di scrivere. E credo di aver capito che non si scrive di sè quando si è felici.
Quindi teoricamente sono felice. Uh.
Però rischio di rimanere senza un post per giorni, forse addirittura settimane. Cercherò di arginare la mia passeggera felicità pensando alle cose più brutte. Morti, unghie rotte, scatola vuota del té.