- I capelli impregnati di odore di pizza dopo una serata fuori
- Il latte nel caffè
- La cioccolata calda, a meno che non ci sia il panettone da pucciarci dentro
- Le cimici puzzolenti (morte schiacciate)
- I peli incarniti
- Le ditate sugli occhiali
- Lo smalto mangiucchiato sulle unghie (motivo per cui uso solo quello trasparente)
- Gli specchi che allargano
- Riso latte e zucca
- La birra (credo che un mese intero passato a casa Beck’s – Brema – sia stato determinante in questo senso)
- Gli amici che ti pensano solo quando c’è la Christmas Card
- Le palestre (puzzano e si fatica senza motivo)
- Il segno del costume sull’abbronzatura… o sotto l’abbronzatura?
- L’acqua sgasata
- I piedi freddi quando cerco di addormentarmi
E’ bello vedere che la lista delle cose che preferisco è più lunga di quelle che odio, anche se questo implica che nella seconda lista ne ho dimenticate parecchie!
Filed under: cOltura
Ho letto, per una innata curiosità sull’argomento ed una innata scemenza di fondo che mi è intrinseca, AMORI INFEDELI – PSICOLOGIA DEL TRADIMENTO.
Autore: Willy Pasini, (cito) milanese, ha insegnato Psichiatria e Psicologia medica all’università di Ginevra e attualmente è docente all’università statale di Milano.
Voglio ringraziarlo pubblicamente. Grazie, Willy. A proposito, per gli amici?
Mi hai chiarito un sacco di cose. Per esempio, come categorizzare il mio tradimento se e quando mai ci sarà. Subito dopo aver cornificato il mio ignaro partner, invece di essere oppressa dai sensi di colpa e dagli ultimi sprazzi di coscienza residua, potrò cimentarmi in una fruttuosa autoanalisi e scriverti subito, giusto per tenerti informato, una mail di notifica.
HO TRADITO. FACCIA SAPERE ANCHE DI ME NEL SUO PROSSIMO BEST (worst?) SELLER. IL NOME VORREI CAMBIARLO IN TRINITY, CHE FA MOLTO GNOCCOLONA AMERICANA. IL LAVORO CHE VORREI SCRIVESSE CHE FACCIO E’ QUELLO DI MANAGER DI UNA GRANDE AZIENDA. MASSI’, UNA DONNA IN CARRIERA.
Subito dopo averti scritto, senza neanche il tempo per rielaborare il misfatto, potrò cominciare a crogiolarmi su diverse opzioni:
- l’ho fatto per gelosia? A pag. 91 la risposta
- l’ho fatto perchè sono diffidente? Narciso? Controllante? Seduttore? Trasgressore? Sesso dipendente? Psicopatico? Per l’aumento delle tentazioni? Pp. 91 e seguenti
Ma spiegami una cosa. Le hai trovate tutto da solo queste categorie? O qualche bimbo alle prime armi con lo Zanichelli ti ha dato una mano? Confessa…
Tanti nomi in questo libro. Mi è sembrato di vivere piccoli dejàvu, l’estate prima avevo letto I love shopping. E quello che ci propini, niente più niente meno, è uno sdoppiamento, striplamento, squadriplamento di mille Rebecca Bloomwood (per voi maschietti che non amate le letture da ombrellone, la protagonista del libro sopra citato), tutte fighe in carriera e piccoli grandi viziosi vizietti. Tutte italianissime, ma ricche e potenti. Vorrei sapere dove sta Donnalandia, mi ci trasferisco all’istante.
Poi grazie. Perchè ci rendi partecipi dei fatti privati di personaggi noti (famosi è azzardato) senza doverci muovere da casa per comprare Novella 2000. Samantha De Grenet chissà come è contenta di rimarcare il fatto che il suo bello ha approfittato della di lei migliore amica di fronte a tanti disorientati lettori potenziali traditori. Ma la domanda è: perchè?
Perchè citare la belloccia dai ricci capelli o il buon vecchio Baudo? Dovremmo identificarci? Sentirci più vicini a loro e quindi più giustificati? Ma a noi, checcenefrega?
Una cosa buona c’è però. Un complimento te lo devo. Hai scritto qualcosa che la sottoscritta, così come mille suoi coetanei credo, aveva pensato da tempo. Senza però avere soldi e amicizie in Mondadori per poterla vedere stampata su un libro con elegante copertina rigida.
Noi, gioventù bruciata, ci bruciamo anche le tappe. Fagocitiamo le esperienze.
Siamo la società del tutto e subito.
Guardiamoci in giro seriamente. Stando coi piedi per terra questa volta, senza bisogno di andare a cercare lontano in grandi aziende e altrui carriere.
Dove sono finite le amicizie vere? Quelle che ci si definiva amici solo dopo essersi sostenuti la testa per sboccare per almeno sei/sette sbronze, che ci si apprezzava solo dopo insulti e chiarimenti? Scomparse. Adesso ci si è presentati da due minuti e si è già amici per la pelle. Salvo poi incularsi alla prima provvida occasione.
E il corteggiamento? Dove sono finiti i mesi di febbricitante agonia perduti a rimirare col pensiero un’utopica visione coronata con fiori d’arancio? Nooo, adesso basta presentarsi. E stop, è fatta. Ci si chiede se ci si piace. Così, per andare subito al sodo. Almeno si è sicuri… Perchè il top della fantasia e della felicità attuale è non perdere tempo dietro cose che non possiamo avere.
Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l’ore,
ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno
Non è forse l’attesa il momento più gradito? Forse è questa la premessa necessaria per far sì che sia gradito anche il seguito…
Willy non ti offendere, ma la prossima volta, se mai volessi leggere qualcosa di diverso da Cosmopolitan, comprerò un classico. La psicologia spiccia non fa per me. De gustibus.

